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Il Buddismo a Belluno

la incontriamo Amerigo Zanetti, referente dell'Istituto Soka Gakkai

Il Buddismo a Belluno

la incontriamo Amerigo Zanetti, referente dell'Istituto Soka Gakkai

La comunità Soka del Bellunese si riunisce in sette gruppi nelle zone di Belluno, Feltre e Alano di Piave. Ci sono membri anche in Cadore e nelle terre alte. I praticanti si riuniscono settimanalmente in piccoli gruppi in case private. Sono riunioni informali nelle quali ci si trova per affrontare argomenti filosofici e religiosi e per raccontare e condividere le proprie esperienze. Gli incontri sono aperti a tutti ed hanno anche lo scopo di accogliere chi vuole avvicinarsi al Buddismo. Nel Bellunese si contano più di 150 adepti, la maggior parte di origine italiana.

Quali sono le finalità che perseguite?
La pratica buddista si fonda sulla compassione verso ogni vivente e la missione sociale è quella di utilizzare la fede per impegnarsi al meglio al raggiungimento della propria felicità individuale e per diventare cittadini attivi e responsabili. Riteniamo che il percorso personale di ognuno di noi sia fondamentale per la realizzazione di un mondo pacifico.

Portate avanti delle attività che interagiscono con il tessuto sociale?
Collaboriamo con altre realtà della società civile, in particolare nel campo del disarmo nucleare, dell’educazione ai diritti umani e del mantenimento di un ambiente sano. Attraverso il contributo dell’otto per mille, per esempio, abbiamo contribuito al progetto “Ancora natura per il Col di Lana” che aveva l’obiettivo di riforestare le aree montuose coinvolte dalla tempesta Vaia. Un’altra iniziativa importante è la mostra “L’eredità della vita” che si occupa della crisi climatica e che ha come slogan “Pensare globalmente. Cambiare interiormente. Agire localmente”, che è la sintesi del nostro pensiero.

Come viene espresso e propagato il Buddismo nel nostro territorio?
Il nostro credo rispetta profondamente la diversità culturale, nella misura in cui gli aspetti della cultura non siano in contrasto con lo spirito del Buddismo. Riteniamo che sia giusto seguire gli usi e i costumi delle popolazioni locali. La flessibilità e la tolleranza sono principi fondamentali della nostra religione. Lo scopo del Buddismo è, infatti, quello di consentire alle altre persone di raggiungere un senso di libertà spirituale tramite il quale si possa contribuire positivamente alla vita della comunità. Ogni individuo è un essere indispensabile, degno di rispetto, dotato di un potenziale illimitato. Pur non adottando strumenti specifici per divulgare la nostra fede, desideriamo aprirci agli altri perché riteniamo che sia importante creare relazioni armoniose al fine di condividere finalità comuni. Pensiamo di attuare tavoli interreligiosi e di collaborare per altri progetti presenti nel territorio.

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