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Il borgo di Maras

la chiesa e la villa

Il borgo di Maras

la chiesa e la villa

La bella chiesetta dedicata a San Bartolomeo e villa Zanchi, con la sua elegante architettura, caratterizzano certamente l’abitato di Maras. Nei pressi della chiesa, inoltre, sono presenti interessanti edifici posti lungo le vie del paese, piacevoli da percorrere (alcuni cortili vengono aperti in occasione della rassegna “Expo misteri” in periodo autunnale, al momento sospesa causa pandemia).

San Bartolomeo di Maras
Posta a filo della strada pedemontana che attraversa le frazioni alte del comune di Sospirolo, la chiesetta dedicata a San Bartolomeo vigila sulla piazzetta di Maras con la sua torre campanaria risalente alla fine del XVII sec. Vi si conserva un dossale intagliato della bottega degli Auregne su cui poggia la bella pala d’altare attribuita a Francesco Frigimelica. Entrambe le opere vanno collocate tra il 1634 e il 1649. La pala parla il chiaro linguaggio del pittore padovano che ha lavorato molto per le chiese di Sospirolo: in alto la Madonna in trono con il Bambino e una corona d’angeli, in basso san Bartolomeo e san Valentino, ai piedi del quale sta il donatore inginocchiato, forse esponente di una famiglia di possidenti locali. Seguendo la tradizione che vuole sia stato scuoiato vivo durante la sua missione evangelizzatrice, l’apostolo Bartolomeo è rappresentato con in mano il coltello emblema del suo martirio, mentre lo sfondo paesaggistico ripropone la scena dell’esecuzione. Il culto di san Bartolomeo è antico e diffuso; la sua festa, il 24 agosto, è sempre molto sentita e partecipata.

Villa Zanchi
Nei pressi della chiesa si trova la graziosa settecentesca villa Agosti Miari Zanchi circondata da un giardino in cui spicca un maestoso faggio rosso. Costruita dai nobili Agosti, fu acquistata dall’ingegner Enrico Zanchi nel 1895.1 All’inizio dell’occupazione nemica, nell’autunno del 1917, fu sede del comando del battaglione di montagna del Wüttemberg; fra gli ufficiali c’era il tenente Erwin Rommel, protagonista dopo Caporetto della battaglia di Longarone, e futuro comandante degli Afrikakorps.2

A lungo soggiornarono in villa il generale Giulio Zanchi, veterano della Grande Guerra, e la moglie contessa Teresina (Gina) Miari. La madre di Gina Miari Zanchi (1878-1977) era sorella di Cesare Augusto Buzzati, padre di Dino. Da bambino lo scrittore trascorse molto tempo a Maras con la cugina e le sue figlie e mantenne sempre con loro un rapporto d’affetto. Notizie della contessa come benefattrice della parrocchia e in ispecie della chiesa di San Bartolomeo si trovano nel bollettino parrocchiale.

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