Siamo a Canè, in dialetto Canei, storicamente “Canetum”. Sulla base di antiche documentazioni si può far risalire il nome ad un tardo latino dove “canetum” sta per “canna”, cioè un luogo paludoso dove crescono le canne. Ora è un ridente paesino a due chilometri e mezzo da Limana, a 377 s.l.m.
Villa Sacello Conte: un gioiello del Settecento
A poca distanza dal centro del paese, in località Col di Mez, in una bella posizione quasi al livello del greto del torrente Limana, sorge la villa Sacello Conte che si ritiene risalga ai primi anni del XVIII sec. Una lapide collocata sulla facciata Ovest porta la data del 1722. Probabilmente si trattava di casa dominicale, in cui si viveva tutto l’anno e che era strettamente legata alla proprietà terriera. Un puntuale acquerello di Osvaldo Monti la ritrae com’era nel 1882; l’attuale proprietario, il dott. Conte, ha cercato, attraverso alcuni mirati interventi, di ridarle un aspetto più originale possibile.
La chiesetta di Canè e le sue origini antiche
Canè ebbe la sua prima chiesetta ancor prima del 1600. Giorgio Piloni la ricorda nella sua “Historia” perché portava incastonata su una parete la pietra tombale di Marco Junio Massimo, in pietra calcarea bianca databile al sec I d.C. Sulla fronte presenta l’iscrizione dedicatoria, il fianco è decorato a festone. Conteneva le ceneri dell’illustre cittadino e fu fatta erigere per lo sposo carissimo dalla moglie Precellia Massimilla. Questo importante personaggio aveva dei rapporti con la zona di Canè, se vi volle essere sepolto: forse di lì proveniva la famiglia sua o della moglie o vi aveva dei possedimenti. Purtroppo, la Pala d’altare della chiesetta ha subito un furto da parte di ignoti ladri, per cui oggi l’immagine della Madonna appare sostituita da un’altra di fattura recente e di minor valore. L’attuale chiesetta risale al 1887; in quegli anni tutte le chiesette frazionali hanno subito crolli e rifacimenti e anche quella di Canè si era resa inservibile. Il sacerdote prof. Girolamo Tibolla, possidente in queste zone, si era commosso alle lagnanze dei paesani e scrisse alla Curia facendo presente la triste situazione, dicendosi disponibile a costruire a sue spese una nuova chiesa. Ottenuta l’autorizzazione, fu posta la prima pietra il primo aprile 1887, presenti tutti i frazionisti. La costruzione era a buon punto quando il pievano don Antonio Benedetti chiese al generoso donatore di assicurare anche i mezzi finanziari per le spese di gestione. Si corse il rischio che tutto si interrompesse, ma si andò avanti. Una volta terminata, rimase chiusa per alcuni anni in attesa che il prof. don Tibolla versasse la somma pattuita di 200 lire. Soltanto nell’ottobre 1894 poté essere benedetta e aperta al pubblico.
La Cal dei mort e la via delle Morere: sentieri di storia
Massimo Bortot mi parla di questo passaggio denominato “Cal dei mort”: «Deve il suo curioso nome alla funzione che aveva in passato. Il sentiero, che scende a Refos, veniva utilizzato per raggiungere il cimitero di Pieve di Limana, le salme venivano trasportate a spalla dalle case della parte alta del comune fino all’antica Pieve. Vi è un punto in cui si può notare uno spiazzo rialzato sul muro di contenimento, qui i portantini si fermavano per una sosta». Un altro bel percorso di antiche origini permetteva a coloro che abitavano a Canè di recarsi a Dussoi, antico nome di Limana. «È la via delle Morere che trae il proprio nome da “morer”, pianta del gelso, un tempo coltivata per l’allevamento del baco da seta. Era il sentiero più breve da fare a piedi per gli abitanti che dovevano andare in municipio o in chiesa». Per chi volesse approfondire la storia di Limana, può consultare la pagina dedicata a San Giorgio a Roe, mentre per un altro percorso ricco di arte e tradizione si suggerisce la passeggiata a Giaon di Limana. Infine, chi ama le storie di comunità può leggere il racconto del filò nella stalla.