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Il ballo dei Calderai

L’inedito evento folk a Pradenich

Il ballo dei Calderai

L’inedito evento folk a Pradenich

Se lo scorso 20 gennaio vi è capitato di passare per le strade di Pradenich, non avrete certo resistito alla tentazione di scatenarvi al ritmo delle note offerte durante “Il ballo dei calderai”. Era questo il titolo del fortunato evento, alla sua prima edizione, proposto presso la sala polifunzionale da un gruppo di amici, prima ancora che di esperti musicisti. Anzi, a dire il vero, i gruppi erano più d’uno: i bellunesi Rudemà hanno coinvolto altri complessi da fuori provincia, come Folk Fiction e Rolling Around, oltre ad altri colleghi e appassionati, per dare vita a una proposta musicale inedita.

Protagonista il BalFolk, repertorio che comprende un insieme di danze di origine popolare, accompagnate dalla musica Folk o Neofolk. Il programma impegnativo, dalle 16 alle 24, si è aperto con uno stage di mazurka francese e una grande festa di ballo. Per l’occasione sono stati invitati anche noti musicisti bellunesi, tra cui Andrea Da Cortá, Alberto Tonet e Toni Vago. Ha collaborato anche il Gruppo danze popolari di Polpet, il tutto con il patrocinio del Comune di Cesiomaggiore.

«L’idea nasce da tre gruppi indipendenti, ma che collaborano da tanti anni, con uno spirito di amicizia e condivisione», spiega Luca Ventimiglia del gruppo Rudemà. «Spesso capita di incontrarsi in sessioni private, ma rare sono invece le occasioni di esibizioni collettive e aperte al pubblico come questa: un evento gratuito dove mettersi in gioco e coinvolgere i presenti».

In tutto erano una dozzina di musicisti coinvolti: tutti hanno messo a disposizione gratuitamente la propria arte, dunque non una cosa da tutti i giorni. Pradenich è stata scelta in quanto la location si presta per accogliere eventi di tale portata; così è stato: molti i partecipanti, non solo bellunesi. Il repertorio ha incluso musiche folk popolari europee, italiane e locali, tutte adatte alla danza, genere molto apprezzato anche a Belluno, dove vi è la possibilità di corsi dedicati.

«Ufficialmente è la prima volta che ci esibiamo insieme in pubblico», aggiunge Ventimiglia. «L’idea è di riproporre l’evento magari con formula biennale, ma sarà necessario appoggiarci ad enti per sponsor o anche solamente per un sostegno tecnico nell’organizzazione».

Da ultima, una curiosità: il titolo della serata si ispira a un brano di musica folk dal titolo “I poveri calderai”, che viene suonato da anni ai ritrovi, e che ha dato nome anche al gruppo Whatsapp dei colleghi musicisti.

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