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I “sbòci” declinati al femminile

I ricordi della campionessa Jole

I “sbòci” declinati al femminile

I ricordi della campionessa Jole

La Confédération Mondiale des Sports de Boulesè (C.M.S.B) è l’organismo mondiale che rappresenta e disciplina il gioco delle bocce e dal 1981 organizza un vero e proprio Campionato del mondo. Questa organizzazione è sotto l’ala del Cio (Comitato internazionale olimpico), che ne sta valutando l’esordio a livello olimpico per Parigi 2024.

Dagli anni Sessanta già nelle nostre zone era possibile cimentarsi nel gioco delle bocce vista la presenza di parecchie piste. A Santa Giustina, ad esempio, ce n’era una nella frazione di Callibago, all’osteria Venz, di cui rimane qualche traccia; poi esisteva la doppia pista del Cappuccetto Rosso,dove si svolgevano anche gare a livello interregionale, ora sostituita da un cortile. In centro a Meano troviamo quella del bar Centrale (ex Bissacot) con un futuro progetto di riqualificazione. Alle Gravazze all’osteria Pellegrini si trovava poi un’altra doppia pista, ora sparita per far posto all’attuale parcheggio a fianco della rotatoria.

Come poteva mancare, quindi, qualcuno che emergesse in questo sport? Infatti, a cavallo fra gli anni Ottanta e Novanta, appare sulla scena una bella signora di nome Jole Loat, moglie di Franco Cassol.
I due coniugi, gestori allora di un minimarket in centro paese nei giorni di festa si dilettavano a bocciare su qualche pista della provincia. Franco, prima di cimentarsi con le bocce, appassionato com’era, partecipava a delle gare con le Vespe (si vedano le due foto del ’56 mentre attraversa Sedico a fianco della ferrovia Bribano-Agordo).

La passione dilettantistica di Jole però si trasformò presto in agonistica e venne tesserata con la società Bucaneve di Soranzen, dove iniziò una carriera davvero soddisfacente. La travolgente passione la portò ben presto ai vertici provinciali dove gareggiava indifferentemente a livello individuale, di coppia e nel doppio misto.

Pian piano i campi bellunesi cominciarono ad andarle stretti e così i suoi dirigenti la convinsero a tentare l’avventura anche oltre. Dapprima a livello regionale, poi interregionale e, siccome l’appetito vien mangiando, spiccò il volo verso piste del Nord Italia come in Piemonte, ma arrivando pure alle finali nazionali: come nel ’90 a Paola, in Calabria, dopo un estenuante e avventuroso viaggio in treno con l’amica e compagna di coppia Silvana Zago.

Parla con emozione e commozione, come si trattasse di poco tempo fa, Jole. E ricorda come le piste a Paola furono ricavate su un campo di calcio e realizzate con la sabbia, niente a che vedere con quelle belle e professionali che si trovavano dalle nostre parti. Nonostante il tracciato poco agevole, ottenne comunque prestigioso secondo posto. Ora il sogno di Jole sarebbe quello di regalare alla Casa di riposo di Meano una piccola pista per permettere così ai nostri nonni un po’ di svago.

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