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“Il barbiere”, i ricordi bellunesi di Graziano Damerini

Graziano Damerini rievoca la vita di paese e i suoi protagonisti

“Il barbiere”, i ricordi bellunesi di Graziano Damerini

Graziano Damerini rievoca la vita di paese e i suoi protagonisti

Il nuovo libro di Graziano Damerini

S’intitola “Il barbiere” l’ultima pubblicazione di Graziano Damerini. Graziano è nato a Pedavena nel 1949. Da molti anni la sua è una presenza costante nella cultura bellunese. Da molti decenni. Con la sua scrittura, con la sua pittura, i suoi disegni, spesso associati. Con le sue mostre. Tra le sue opere vogliamo ricordare “Sagome de paese”, “Ferie da cani”, “Primì il bambino primitivo”, il libro dei “Perché”. Ed ora “Il barbiere”, che nasce a Pedavena come idea, ma finisce con lo spaziare in ogni paese della montagna bellunese.

Il barbiere, figura centrale del paese

In un passato non ancora tanto lontano il barbiere era una figura tipica di paese. Accanto al prete egli era il depositario, il confessore, colui che accoglieva i pettegolezzi di tutti. Protagonisti di questo libretto il fornaio col suo pane, l’osteria di Gelsomina, la pastorizia, la fontana.

Alla fontana accorreva la gente per portare l’acqua in casa, alla fontana si abbeveravano le mucche. La fontana costituiva un momento di sosta. Le campane mandavano messaggi di vita, di morte. Per taluni rappresentavano anche un momento di gioco. Certo la presenza del negozio del barbiere Gigi era un luogo d’incontro speciale, ove si concentrava maggiormente la vita di paese. Il barbiere sapeva tutto di tutti, forse più dello stesso sacerdote. Le chiacchiere vi scorrevano spontanee, libere, senza freni.

Un racconto corale della montagna bellunese

Graziano ricrea svariate atmosfere che valgono per tutti i paesi della montagna, anche per Belluno. I nomi non hanno importanza. Dietro ai nomi di Gigi, di Mattia, di Toni, di Rosina, si nascondono tanti veri bellunesi di un tempo. Tanti modi di vivere simili nella montagna. Nella narrazione che si snoda per quasi un centinaio di pagine, Graziano con puntualità e precisione rinnova ricordi per i più anziani, mentre per i più giovani ricostruisce un mondo che non c’è più. Con certi suoi natali, certe pasque, con la neve, con i giochi di un tempo.

Con il barbiere dai grandi baffi, si apre e si chiude il libro. Tutta una vita di paese è racchiusa nella sua bottega, nella sua figura di uomo buono e saggio, simpatico, da cui si fermava persino don Antonio, parroco con pochi capelli, per una aggiustatina o meglio per risolvere, o alleviare una qualche sua preoccupazione. A Graziano Damerini, noi anziani siamo grati per averci restituito dei frammenti della nostra giovinezza, dopo averli magari tolti da un cassetto dimenticato, ove giacevano impolverati.

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