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I prodotti tradizionali bellunesi alla conquista di Dubai

Le antiche "croste di polenta" diventano uno snack moderno e genuino che conquista Dubai

I prodotti tradizionali bellunesi alla conquista di Dubai

Le antiche "croste di polenta" diventano uno snack moderno e genuino che conquista Dubai

Che bontà quell’avanzo di polenta che rimane attaccata al paiolo dopo che è stata versata sul tagliere! In ogni casa dove la tradizione montanara popola le lunghe tavolate, quella crosticina è la parte più deliziosa e ricercata: la vorrebbero sgranocchiare proprio tutti, dai grandi ai piccini!

Chi lo sa cosa avrebbero detto i nostri nonni se avessimo raccontato loro che un giorno le croste di polenta sarebbero diventate uno snack innovativo, leggero e genuino tanto da essere ricercate dagli attenti alla dieta e dalla grande distribuzione, arrivando addirittura a volare a Dubai tra le specialità italiane del “The Speciality Food Festival”. Forse avrebbero riso, o forse, avrebbero semplicemente detto: “Ma va? Te ho sempre dita che l’è la parte pì bona!” (in bellunese docg, ovviamente).

Lo scorso novembre è proprio successo questo: Alessandro Paganin, insieme al collaboratore dell’agriturismo Bon Tajer Fabio e alla traduttrice Assmaa, è volato a promuovere questa specialità tradizionale e 100% bellunese proprio a Dubai, in una delle fiere più importanti del mondo enogastronomico nel panorama internazionale. Ma prima del racconto di questo evento, un po’ di inquadramento generale.

Le “ali di granturco” Dolomais nascono dall’incontro di pochi e semplici ingredienti: farina grezza (certificata biologica e coltivata nella montagna bellunese), acqua e un pizzico di sale. L’intuizione alla realizzazione di questo prodotto come “snack da sacchetto” è della famiglia Paganin, già conosciuta per il Bon Tajer, che con spontaneità punta sempre a valorizzare l’armonia e il sapore dei prodotti della nostra montagna. “The Speciality Food Festival” è, invece, la più grande fiera del settore gourmet e bevande di tutto il Medio Oriente e l’Africa e quest’anno ha avuto luogo nel famoso World Trade Centre di Dubai. L’economia dei Paesi del Medio Oriente, dove il mercato della ristorazione raggiunge un valore di oltre 35 miliardi di dollari, è quella che evidenzia la più rapida crescita al mondo. Entrare in contatto con questa realtà significa capire e informarsi sulle ultime tendenze culinarie oltre ad un momento di scambio e grande ispirazione “mondiale”.

Ci racconta Alessandro Paganin: «Essere presenti in fiera – sebbene con un anno di ritardo, a causa dell’epidemia – per noi è stata un’occasione unica e di successo: in pochi giorni di fiera abbiamo raccolto quasi un centinaio di contatti. Questo denota l’attenzione all’inconfondibile Made in Italy, ma soprattutto ai prodotti certificati biologici e naturali, da parte dei mercati di tutto il mondo. Inoltre questa è stata la nostra prima esperienza fieristica. Per essere la prima volta, non è stato male trovarci con il nostro stand tra 700 espositori da tutto il mondo e in oltre 280mila metri quadrati di spazio expo!».
Quando chiedo, in un contesto così grande, quale sia stata la cosa più suggestiva, mi risponde: «La cosa che più mi ha sorpreso è stata durante un colloquio con un papabile cliente. Una signora araba sul più bello ci ha interrotti per chiederci, tutta fiera di averla riconosciuta: “This is polenta, isn’t it?” (È polenta questa, non è vero?)».

Circa la città e la vita in un luogo così particolare nel mondo, Alessandro commenta: «Certo, è stato molto strano e “diverso” rispetto a qui! Partiti da San Gervasio si può solo immaginare l’impressione ai nostri occhi di una strada a 15 carreggiate, tunnel sospesi per camminare in sicurezza e dotati con aria condizionata, per non parlare dei grattacieli! Dal punto di vista commerciale, invece, siamo rimasti soddisfatti dell’appeal delle nostre Dolomais: in un contesto dove c’è tutto – pure la pista per sciare all’interno di un centro commerciale – la ricerca è ancora quella di un mangiare sano, genuino e di cui la provenienza e le varie certificazioni fanno parte del valore del prodotto, non solo in termini di prezzo».

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