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I picchi (picidi)

scopriamoli insieme

I picchi (picidi)

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Gli uccelli appartenenti alla famiglia dei Picidi sono conosciuti per la loro tecnica di martellare con il becco il tronco degli alberi, infatti il loro cervello è ben protetto da un cranio composto, sulla fronte e sulla nuca, da placche spugnose. Sono dotati inoltre di una muscolatura del collo particolare e un becco molto resistente. Il ritmico tambureggiare, generalmente usato nel corteggiamento, serve anche per la demarcazione del territorio, la ricerca del cibo e per la costruzione del nido. Tutti i picchi nidificano in cavità di alberi.

Zampe corte composte da quattro dita, due in avanti e due all’indietro, (solo tre nel Picchio Tridattilo), munite di unghie solide e incurvate, coda con penne ispessite e rigide, che funge da solido appoggio, consentono a questi uccelli di aderire e arrampicarsi perfettamente sui tronchi delle piante. La loro alimentazione è costituita da insetti tipici del legno (xilofagi), bruchi, larve e uova che estraggono dalla corteccia degli alberi e dai formicai, usando la lunga lingua vischiosa come arpione.

Il Picchio nero (Dryocopus martius)
Delle nove specie nidificanti in Italia, sette sono presenti in provincia di Belluno. Il Picchio nero è il picchio più grande in Europa. Nidifica in alberi sani e maturi, in boschi misti di latifoglia di fondovalle, fino a oltre i 2000 metri in foreste miste di faggio, abete rosso, abete bianco e larice. Entrambi i sessi sono di colore nero: il rosso è presente sulla parte superiore della testa nel maschio e solo sulla nuca nella femmina.

Il Picchio verde (Picus viridis)
Frequenta ambienti boscosi aperti, intervallati da coltivazioni, anche vicine agli insediamenti umani. Scava il nido in piante vive o morte con legno tenero come il pioppo, il tiglio, l’acero. Il maschio si differenzia dalla femmina per una banda rossa situata alla base della mascherina scura posta ai lati della testa.

Il Picchio cenerino (Picus canus)
E’ leggermente più piccolo del Picchio verde, ha la testa e il collo grigi. Predilige i boschi misti, radi e quindi luminosi dei versanti delle valli, a quote che vanno dai 1000 fino ad oltre i 2000 metri.

Il Picchio rosso maggiore (Dendrocopos major)
E’ diffuso nei boschi di fondovalle fino al limite del bosco, ai margini delle praterie alpine. E’ caratterizzato da un piumaggio bianco ai lati della testa, nero sul dorso con copritrici inferiori della coda rosso carminio. All’altezza della spalla risaltano due grandi chiazze bianche. Durante l’inverno integra la dieta con noci, bacche e semi.

Il Picchio rosso minore (Dryobates minor)
E’ una presenza sporadica in provincia. Nidifica ai margini delle faggete, in giardini e parchi, dal livello del mare fino a oltre 1.500 metri di altitudine. Si nutre preferibilmente di larve d’insetti xilofagi, di ragni e formiche, ma apprezza anche bacche e altri vegetali che trova esplorando i rami più estremi delle piante.

Il Tridattilo (Picoides tridactylus)
Frequenta le foreste alpine e subalpine di conifera con buona presenza di alberi morti in piedi. E’ dotato di un piumaggio mimetico che si confonde facilmente con la corteccia delle conifere. Si nutre prevalentemente di insetti xilofagi, in particolare bostrici, una sua caratteristica comune con il Picchio rosso maggiore è quella di scavare anelli intorno ai tronchi per far uscire la linfa della quale è ghiotto.

Il Torcicollo (Jynx torquilla)
Pur appartenendo alla famiglia dei Picchi, il Torcicollo (Jynx torquilla) non possiede alcune abitudini comportamentali tipiche: non tambureggia, non si arrampica verticalmente sui tronchi, non scava il legno per procurarsi il cibo né per costruirsi il nido. Frequenta ambienti alberati caratterizzati però dalla presenza di ampi spazi aperti come parchi urbani, frutteti, incolti alberati, boschi radi. E’ l’unico picchio che compie una vera migrazione, soggiorna da noi tra aprile e settembre e sverna nelle savane africane. A differenza degli altri picchi, il Torcicollo cerca il cibo esclusivamente sul terreno, con una particolare predilezione per le formiche.

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