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I laghi antichi

di Peron, Vedane e Torbe

I laghi antichi

di Peron, Vedane e Torbe

In questi ultimi quattro anni l’interesse verso le Masiere di Vedana si è riacceso: con sei articoli in riviste scientifiche, una tesi di laurea e una conferenza tenutasi la scorsa primavera a Belluno, sono stati analizzati vari aspetti sull’origine e la datazione della frana che le ha generate, ma soprattutto ha avuto inizio lo studio, finora tralasciato, della paleoidrografia del T. Cordevole e della nascita di un grande lago a seguito della frana stessa.

Le prime indicazioni di una variazione del percorso del T. Cordevole e della presenza di un lago causato dalla frana si hanno a metà del 1600, ma è solo a fine ‘800 che il geologo Taramelli intuì che “a spiegare la dispersione del materiale franato sin presso Sedico non dobbiamo dimenticare l’effetto di una probabile rottura della diga che quello scoscendimento avrà creato alle acque del Cordevole, così da produrre un lago temporaneo”.

Alla fine della deglaciazione il corso del T. Cordevole al suo ingresso nella Val Belluna è diviso in due rami: il ramo principale scorre verso sud attraverso la forra di Ponte Mas, mentre un ramo secondario fluisce verso le Torbe e Vedana. Nel momento in cui avviene la frana (a oggi non si è giunti a una datazione univoca dell’evento), in prossimità di Ponte Mas si ha l’ostruzione della forra e il crearsi di una diga. Le acque del T. Cordevole, impossibilitate a defluire sia verso sud sia verso est, danno origine al “Lago del Peron” (vedi figura 1) che raggiunge, al momento della sua massima estensione, i 133 ettari (ha) di superficie.

Le sue acque, raggiunta la quota dello sfioro a 390 m s.l.m., iniziano a riversarsi verso la zona di Vedana, dando origine al “Lago di Vedana” (8 ha) i cui emissari defluiscono verso il T. Mis, tramite la valle del Rio Ramon e verso le Torbe dove, unendosi alle acque provenienti direttamente dal Lago del Peron, originano il “Lago delle Torbe” (49 ha) con emissario che sfocia nel T. Mis presso Pradalt. La distinzione tra i laghi di Vedana e delle Torbe è solo accademica trattandosi, in realtà, di un unico grande lago di circa 57 ha di superficie. Dalla zona dell’ostruzione di Ponte Mas, il deflusso delle acque del Lago del Peron avviene costeggiando il fianco meridionale di Castel Cuch e dà origine a due piccoli laghi di 8 e di 2.8 ha di superficie la cui unica testimonianza attuale – indiretta – è la presenza di due torbiere. Ora è solo questione di tempo: lo scorrere delle acque ha innescato l’erosione dei depositi di frana e dopo circa 350 anni la diga cede. Si riattiva il deflusso attraverso la forra di Ponte Mas e il T. Cordevole abbandona l’alveo con direzione occidentale mentre il Lago del Peron inizia a svuotarsi per poi scomparire. Il livello di base del T. Cordevole inizia ad abbassarsi fino a portare i terrazzi del Peron, di Mas e di Vignole alla configurazione attuale.

Il Lago di Vedana si trasforma in un lago endoreico e sopravvive esclusivamente grazie all’afflusso delle acque sotterranee provenienti dal sistema carsico dei Monti del Sole, a quelle provenienti dal T. Cordevole e al flusso sotterraneo delle acque meteoriche. Il Lago delle Torbe invece inizia a trasformarsi prima in palude e poi in torbiera, lasciandoci in eredità una piana il cui sottosuolo è composto da oltre 2 m di sedimenti in prevalenza limosi con una abbondante frazione organica e da una quantità minoritaria di sabbia fine con sporadici piccoli ciottoli.

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