Nel 2025, secondo gli ultimi dati Eurostat per la fascia di età compresa tra i 20 e i 29 anni, l’Italia si posiziona a metà della classifica europea per il numero di imprenditori giovanili e all’ultimo posto per il tasso di occupazione giovanile (fermo al 47,6%, ben al di sotto della media Ue del 65,6%). Oltre all’invecchiamento generale della popolazione e ai costi d’impresa elevati, le criticità principali continuano a essere l’accesso ai finanziamenti, la burocrazia e una limitata integrazione tra università, ricerca e impresa. Inoltre, il tessuto produttivo è dominato da imprese spesso a conduzione familiare, dove il ricambio generazionale è lento e l’ingresso di nuovi imprenditori indipendenti più difficile.
Avviare una start-up in Italia non è un’impresa facile. Lo dimostra l’Osservatorio Startup Innovative di Cribis: nel 2025 sono state 11.090 le start-up innovative (imprese con residenza, sede produttiva o filiale in Italia create da non più di cinque anni) in attività, il 4,2% in meno rispetto al 2024.
Secondo le analisi dei dati della Camera di Commercio Treviso-Belluno, a fine dicembre 2025 la riserva di imprese giovanili attive nella provincia di Belluno si attesta a 1.072 sedi con un’incidenza dell’8,3% sul totale imprese. Le imprese guidate da giovani under 35 crescono di +28 sedi rispetto al 2024, in particolare nel terziario avanzato, in agricoltura e nelle attività finanziarie e assicurative.
Nel decennio (dicembre 2015 – dicembre 2025), invece, la provincia di Belluno conosce una flessione di 226 imprese giovanili, un calo determinato sostanzialmente da 4 settori: commercio al dettaglio, ristorazione, costruzioni e agricoltura.