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I cortili comuni

nella frazione di Meano di Santa Giustina

I cortili comuni

nella frazione di Meano di Santa Giustina

A Meano la forma insediativa del paese si sviluppa attorno ai cortili (cortìvi), che acquisiscono così diverse scale di valori, da quella urbana, a quella architettonica, a quella sociale. Essi sono solitamente circondati su almeno tre lati da edifici, mentre risultano aperti sul quarto verso la pubblica via o, più raramente, verso la campagna. L’accesso al cortile diventa quindi uno degli elementi più caratteristici dell’edificato: a volte avviene attraverso un’apertura sul muro di cinta, enfatizzata da un portale in pietra con battenti in legno (portòn), altre volte, invece, tramite un portico passante che introduce allo spazio collettivo (pòrtego).

I portòi di Meano rappresentano elementi architettonici ricercati, simbolo delle famiglie che vi risiedevano e quindi del loro status sociale: a partire dalla seconda metà del XVI secolo, infatti, numerose famiglie dedite al commercio di legname si stabilirono in paese portando spazi e architetture slegati dai ritmi e dalle tradizioni della vita agricola perché più prossimi a dinamiche commerciali e urbane. Da qui la presenza di edifici definiti a ‘palazzetto’ o ‘palazzo di campagna’, che coesistono con architetture rurali, di tipologia sia bellunese che feltrina.

Aggirandosi per il paese si può quindi apprezzare una grande varietà architettonica data dalla compenetrazione di cortili e di edifici, dalla presenza di “palazzi di campagna” con portici, logge e arcate, dalla coesistenza di case rurali ‘alla bellunese’, con profondi ballatoi in legno e di ‘case feltrine’, con gli elementi di collegamento verticali esterni, e infine da una serie di interessanti episodi architettonici come chiese e capitelli votivi.
Il paesaggio agrario di Meano è caratterizzato, come gran parte della Valbelluna, dalla compresenza di diverse tipologie di spazi coltivati: quelli di tipo intensivo, esterni all’abitato, legati alla recente filiera lattiero-casearia; altri, di origine più remota, legati alla sussistenza familiare e composti da piccoli appezzamenti di cui oggi si possono apprezzare soltanto le tracce; infine, dentro il tessuto abitato, un variegato mosaico di coltivazioni che spesso si integrano con i cortili stessi. Non è affatto raro infatti trovare, dentro il paese, piccoli orti, aiuole fiorite, pergole di vite e alberi da frutto. Accanto a questi elementi vi sono poi i diversi manufatti utili all’allevamento degli animali: i pollai (punér o galinér), le stìe per il ricovero dei suini e le concimaie (ledamér), strutture spontanee che testimoniano quella che era la stretta convivenza e inter-dipendenza fra uomini e animali.

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