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I capitelli di San Gregorio

Segno di devozione popolare

I capitelli di San Gregorio

Segno di devozione popolare

Facendo delle passeggiate nello splendido territorio di San Gregorio nelle Alpi, si possono ammirare molti capitelli, alcuni in legno e altri in muratura. Cerchiamo di conoscere, fin dove è possibile, la loro storia. I capitelli o edicole sono un segno della devozione della popolazione di questo territorio. Iniziamo da quelli più facilmente identificabili e più importanti.
Presso il crocicchio all’ingresso della frazione Roncoi, salendo da San Gregorio, si può notare il capitello dedicato a Sant’Antonio, protettore degli animali; tale dedica trova una motivazione nel fatto che la popolazione in passato era dedita soprattutto all’allevamento di sussistenza di poche specie animali essenziali al sostentamento.
Proseguendo verso il locale “Capannina”, troviamo un capitello realizzato dallo scultore Giancarlo Cassol con cinque legni diversi: le croci sono di acacia, cedro del libano, rovere e tasso mentre il Cristo è realizzato con legno di maggiociondolo della Valscura.

Davanti alla cava di Vilmo, troviamo in muratura il capitello dedicato alla Vergine di Castelmonte realizzato nel 1984 da Ivan Scotti e suo zio Toni.

A San Gregorio, nel ricordo della peste del 1620, c’è il capitello dedicato a San Rocco, posizionato sul muro di cinta dalla scuola elementare.

Spostandoci verso la frazione di Burbai, troviamo il capitello dedicato alla Santissima Trinità costruito nel 1943; quello più antico del 1300 fu impossibile restaurarlo, neppure parzialmente.

Scendendo da Fumach per Romagno, incontriamo un bel crocefisso in un quadro in legno. Un altro crocefisso lo troviamo a Paluch , al confine con Santa Giustina; è stato benedetto dal parroco don Evaristo Viel e qui, da allora, alla fine di luglio viene celebrata la Santa Messa.

Sulla strada, al bivio di Fontanelle e case Maorin, s’incontra un capitello in muratura; è stato restaurato nel 1984 da Marino Centeleghe e Ido Bortoluzzi.
Anche ad Alconis, sulla strada che porta a Roncoi, troviamo un altro capitello in muratura con all’interno un crocifisso, così come in quasi tutti i crocevia si incontrano diverse strutture in legno con crocefisso, segnali di una forte devozione dei locali e di un’arte “povera” ma altrettanto preziosa.

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