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I barbieri di Meano

una passione di forbici... e sport

I barbieri di Meano

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Meano potrebbe essere solo un piccolo quartiere di Siviglia, capitale andalusa che ha ispirato la celebre opera lirica di Rossini, per l’appunto “Il Barbiere di Siviglia”, ma ha comunque avuto ben due artigiani di questa nobile professione. Bisogna anche dire che precedentemente c’era qualche improvvisato barbiere, che a domicilio e a tempo perso svolgeva questa funzione, magari con un unico stile di taglio. Tornando però a noi, scopriamo questi due abili artigiani che Meano ha avuto la fortuna di avere: uno era Bruno Dalle Grave e l’altro Italo Da Riz, che nella vita non hanno condiviso solo la stessa professione, ma anche la forte passione per il volontariato.

Bruno inizia alla giovane età di 11 anni come apprendista dal notissimo Rui Blas di Bribano e lì pian piano impara a eseguire i primi tagli e le prime barbe. Nel ’58 si trasferisce nel negozio di Pietro (Piereto) Da Mutten a Santa Giustina (dove ora c’è la pizzeria da asporto) per affinare ulteriormente il mestiere. Nel ’61, ancora minorenne, con il supporto dell’atto di emancipazione del padre Umberto, compie un salto della professione molto importante, mettendosi per conto proprio e inserendo nell’attività anche il commercio di profumeria. Il desiderio di Bruno però è di tornare quantomeno a Meano e tale sogno prende corpo nel ’64. L’ubicazione del negozio è nella centrale via Ramenterra al n° 13 che negli anni rimarrà con quella funzione anche per le colleghe parrucchiere.

Bruno ha tanto entusiasmo e, aiutato da familiari ed amici, crea il nuovo ambiente, abbozzandolo anche con disegni su carta da geometri. Con l’amico Pergentino si reca nel Padovano per l’acquisto dell’arredamento, tra cui spiccano le due sedie mobili bianche, rifinite e bombate in pelle rossa, dove i clienti comodamente seduti usufruiscono della sua abilità. Saranno quattro anni di soddisfazioni e serenità perché poco distante, al distributore Caltex, lavora la moglie Gemma e alternativamente possono accudire il piccolo Paolo nato da poco. In occasione di qualche pausa si ritrova con altri amici artigiani come il calzolaio, il fabbro, il falegname, il macellaio per un bicchiere della staffa nella vicina Osteria Lise.

Nel ’68 però a malincuore per motivi di salute è costretto a cambiare lavoro e si cimenta nel settore della moglie, quello dei carburanti, prima a Salce poi a Bribano a fianco Automeccanica. Ma l’attività non viene chiusa, in quanto Italo viene a sapere della cosa e coglie l’occasione al volo. A dire il vero stava per trasferirsi ad Agordo per là esercitare, ma l’opportunità che si presenta è ghiotta. Meano era più vicina al suo paese (Sois) e in prospettiva c’erano le nozze con la sua Maria.

Detto fatto, a febbraio inizia là dove aveva lasciato Bruno, ma dopo le nozze trova anche casa a Meano, una trentina di metri più a monte (strettoia del paese) e a livello strada ci sono i locali adatti per aprire la bottega. Quella non sarà solo la barbieria, ma anche la sede della nascente Unione Sportiva; infatti Italo entra nel direttivo della società e il suo negozio diventa punto di riferimento per dirigenti ed atleti. Nei primi periodi è l’atletica a farla da padrona, poi subentra prepotentemente il calcio, con la realizzazione del campo da gioco in località Gravazze.

Da Italo c’è il ritrovo per tutti gli sportivi anche per sapere ogni novità e il retro bottega (due stanze) diventa una sorta di magazzino per attrezzature, mute da gioco, borsoni ecc. In negozio compare pure una piccola bacheca dove vengono esposte le convocazioni per le varie discipline sportive. Da fine ’72 nell’attività egli inserisce anche la vendita al minuto di profumi e fino a maggio ’79 tutto va a gonfie vele il lavoro non manca. Ma qui si comincia ad intravedere il cambio di orientamento dei clienti, in particolare dei giovani, che iniziano a rivolgersi alle parrucchiere che propongono tagli più alla moda e Italo cambia lavoro andando in Ceramica Dolomite. Lui non chiude del tutto l’attività, dedicandosi ai fedeli clienti in alcune ore dopo lavoro fino a maggio ’82 dove poi cessa definitivamente. Ma Italo e Bruno si ritrovano spalla a spalla nell’altra passione che li accomuna, l’impegno nel volontariato della comunità con il Comitato Festeggiamenti. Purtroppo Italo lo scorso anno ci ha lasciati con un caro ricordo nel cuore, mentre Bruno vive serenamente la sua pensione accanto a Gemma e familiari in quel di Callibago.

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