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I bacalenc

gli artisti del legno a Valmorel

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gli artisti del legno a Valmorel

Se avete visitato Valmorel e le sue passeggiate almeno una volta, allora avrete sicuramente notato una miriade di sculture in legno affacciarsi ai lati di strade e sentieri. Lupi, gufi, orsi, personaggi e figure di ogni genere, capaci di trasformare una camminata domenicale in un viaggio nel mondo della fantasia. Misteriose figure che appaiono sul tronco di un albero caduto o dove prima non c’era nulla, quasi per magia. Sorge spontanea la domanda: “Ma chi sarà l’autore e perché tutte queste opere si trovano qui?”.

Questa è una storia che ha avuto inizio nell’ormai lontano 2005, con un corso di scultura su legno a cui hanno partecipato alcuni aspiranti artisti. Così nel 2006, per il centenario della nascita di Dino Buzzati, prende il via il primo progetto ligneo di Valmorel, ci racconta Sergio Venturin, presidente del Comitato frazionale di Valmorel, Navenze, Cros e Laste.

Il 15 luglio gli undici neo-scultori si sono trovati in piazza a Valmorel per omaggiare lo scrittore, ognuno interpretando un ex voto attraverso le curve del legno. Le opere sono esposte tutt’oggi sul muro esterno della latteria di Valmorel a testimoniare l’inizio di un progetto che guadagna energia di anno in anno. Qualche tempo dopo, in occasione della passeggiata enogastronomica “Informangiando”, hanno visto la luce le prime sculture itineranti, a impreziosire il cosiddetto anello delle malghe.
Contemporaneamente ha avuto inizio la celebre “Magnalonga”, che ha visto nascere e consolidarsi il gruppo di scultori locali, i quali hanno preso il nome di Becalenc, la cui presenza alla manifestazione è subito diventata una tradizione.

«Ad un certo momento, il progetto aveva bisogno di una regia. Perciò abbiamo iniziato a completare alcuni percorsi e a scegliere delle tematiche per ogni luogo o percorso» racconta Sergio, «come per le opere in piazza a Valmorel, quelle lungo la via dei mestieri per salire a Malga Montegal o quelle poste su ogni via d’ingresso al paese». Sono ormai oltre 50 le sculture sparse per il territorio, da Valmorel, fino a Coi di Navasa, Ceresera e Giaon, fregiando Limana della nomea di comune della Valbelluna con il maggior numero di sculture. Un patrimonio che stimola la presenza degli artisti locali, oltre ad arricchire il territorio. Da qui l’idea di realizzare un pannello informativo, presente in piazza a Valmorel, con dei bassorilievi raffiguranti i percorsi in cui vedere le opere per valorizzarle e favorirne la fruibilità turistica.

Oggi sono rimasti in cinque i Becalenc, tra cui Silvano Da Roit, e un nuovo acquisto, Luciano Roncada. Cinque amici innamorati delle suggestioni che ogni tronco nasconde al suo interno, accomunati dalla passione per il legno, a cui dedicano gran parte del loro tempo libero. La parola d’ordine è spontaneità, un concetto che si riflette in ogni opera e in ogni progetto. «Ogni artista fa quello che vuole» afferma Silvano «non devono esserci vincoli di alcun tipo, perché fare sculture è una cosa che viene da dentro. Quando vedo un soggetto e penso di farlo, finché non l’ho realizzato non sono contento». «Crei il tuo progetto in testa e poi inizi a togliere e togliere, perché sai che la tua opera si trova lì dentro» aggiunge Luciano. «Quando hai un progetto in mente, è una sfida tra te stesso e il legno e, a ogni pezzettino che togli, ti viene voglia di andare avanti ancora un po’».

«Questo lavoro è un tassello di un progetto molto più ampio, una visione di un territorio capace di rinnovarsi e accogliere i visitatori offrendogli come valore aggiunto la ricchezza di un tessuto sociale spontaneo e vivace, che si rinnova continuamente grazie al contributo di ognuno, capace di creare una sinergia dove tutti in qualche modo portano il proprio secchiello d’acqua» conclude Sergio.

Ed è proprio vera la frase con cui ci saluta Silvano. Arte, cultura e lavoro fanno grande un paese.

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