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Ho trasformato il mio sogno in realtà

Alessandro Franco e il rally

Ho trasformato il mio sogno in realtà

Alessandro Franco e il rally

Un certo Confucio ha detto: scegli il lavoro che ami e non lavorerai neppure un giorno in tutta la tua vita. Alessandro Franco, 29 anni appena compiuti ha fatto sua questa frase ed è riuscito a trasformare quella che era una passione nella sua occupazione. Fin da piccolo i genitori lo hanno portato ad assistere alle prove speciali delle tante gare di rally che allora si correvano anche nel bellunese.

Poi cosa è successo?
«È successo che Lucio De Mori (intervista sul n° 7/2022 ndr) ci ha invitati alla prova del Mondiale in Sardegna, un mondo ben diverso da quello delle competizioni cui ero abituato ad assistere, ed è nato in me il desiderio di farne parte.»

Desiderio che si è avverato, ma in che modo?
«Nel 2014 ho partecipato al Rally Italia Talent. Sono arrivato secondo tra i navigatori, ma ho avuto l’opportunità di prendere contatto coi giudici del concorso, tutti nomi grossi dell’ambiente. L’anno seguente ci ho riprovato e ho vinto, sempre tra i navigatori. Il premio consisteva nella possibilità di partecipare alla prova mondiale in Sardegna con una Peugeot 208 R2, esperienza bellissima, formativa e che soprattutto mi ha dato visibilità.

Nel frattempo avevo corso la mia prima gara ufficiale da navigatore con Davide Cibien al Rally del Bellunese, alla quale in quell’anno ne sono seguite altre tre con piloti diversi. Uno dei giudici del talent, Simone Scattolin, mi ha messo in contatto con Giandomenico Basso, famoso pilota di lunga esperienza, che cercava un ragazzo che gli desse una mano in Campo Gara. Da allora l’ho sempre seguito in tutte le gare fino al 2022 e quando possibile collaboro con lui anche attualmente.

Tramite lui sono diventato anche collaudatore per la Pirelli: si tratta, nelle gare su asfalto, di fare una ricognizione sul percorso e fornire a Pirelli le condizioni di strada e meteo, in modo che questa possa dare ai team, dei quali è fornitore unico, indicazioni su quali pneumatici montare.Nel 2017 ho iniziato a collaborare in Campo Gara anche con Umberto Scandola, sempre dilettandomi in qualche gara nazionale come navigatore e talvolta come vettura apripista in qualche manifestazione.»

Poi, nel 2022, cambia qualcosa…
«Mi sono diplomato perito meccanico nel 2014 e subito ho trovato lavoro in una ditta di Longarone che non smetterò mai di ringraziare perché, oltre a farmi crescere professionalmente, mi ha dato modo di seguire la mia passione che non mi procurava nessun introito ma mi permetteva di farmi conoscere. In questo ambiente infatti ci si basa molto sul passaparola e il mio nome ha iniziato a circolare velocemente tra gli addetti ai lavori e di pari passo sono aumentati gli impegni fino al punto che era diventato impossibile conciliarli con il mio impiego. Così mi sono deciso ad aprire partita IVA e dedicarmi stabilmente al mondo dei motori.»

In cosa consiste attualmente il tuo lavoro?
«Oltre a continuare la collaborazione con Basso, faccio il consulente per società che organizzano eventi in ambito motoristico: scelta del percorso, preparazione delle prove speciali, stesura del roadbook, ricerca commissari di gara e loro disposizione. Collaboro inoltre con alcuni team per la parte logistico-sportiva, principalmente con la Fuckmatié di Lorenzo Bertelli, figlio di Miuccia Prada, ma anche con la 1000miglia srl che oltre ad organizzare la gara omonima promuove vari eventi in giro per il mondo per fidelizzare i clienti.

L’anno scorso ho poi coordinato un progetto sperimentale in collaborazione col CNR di Pisa che prevedeva l’uso dei droni per monitorare il pubblico al Rally Italia Sardegna. Sono praticamente sempre in giro per il mondo.»

Cosa pensi della situazione del bellunese rispetto alle manifestazioni motoristiche?
«È una situazione comune un po’ a tutta Italia, l’interesse per i rally in questo periodo è molto scemato rispetto a un tempo per tutta una serie di motivi, primo tra tutti i costi che per i giovani che vorrebbero dimostrare le loro capacità sono ormai proibitivi. Le corse di regolarità e le manifestazioni con auto storiche invece riscuotono sempre un buon successo.»

Sogni nel cassetto?
«Mi piacerebbe partecipare alla Parigi-Dakar come navigatore anche se sono consapevole che dal punto di vista sia fisico che mentale è una gara molto impegnativa.»

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