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Henrj & Barbara

una storia di forza e coraggio per questa coppia di Morgan

Henrj & Barbara

una storia di forza e coraggio per questa coppia di Morgan

Diceva una famosa pubblicità: “Il Natale quando arriva arriva!”. Ma per Henrj Dal Magro e Barbara Steffanoli di Morgan di Trichiana quest’anno il Natale arriva in modo particolare e loro non vedono l’ora di festeggiarlo dopo tanti anni di incertezze.

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Henrj & Barbara

Tutto comincia nel 2013 quando ad Henrj viene consigliato un esame più approfondito per quello che sembrava un disturbo piuttosto comune. Il referto mostra invece che si tratta di un cancro al colon. Prima di andare sotto i ferri, al giovane viene fatta una Tac che rivela qualcosa di ancora più sconvolgente.
«Sette metastasi al fegato e quindici lesioni di vario tipo ai polmoni», racconta Barbara, «una prognosi di sei mesi di vita, che a lui ho tenuto nascosta, ne eravamo a conoscenza solo io, il medico che ci seguiva, e mia nonna. In base alla situazione evidenziata dagli esami ai dottori, risultava difficile credere che non avesse praticamente nessun disturbo».

Famiglia Barbara e Henrj
Henrj & Barbara

«Mi chiesero se mi sentivo stanco», continua Henrj. «Un po’ sì, ma credevo fosse normale visto che avevamo tre figli (16, 10 e 5 anni), una casa alla quale stavamo facendo le rifiniture e lavoravo su tre turni in Ceramica Dolomite.
Per il resto non avevo dolori o difficoltà di respiro. Il primo passo fu la chemioterapia, chiesi solo se c’era il modo di non perdere i capelli non per vezzo personale ma perché, sebbene i figli fossero al corrente della situazione, volevo che la cosa sembrasse meno drastica, non troppo traumatizzante».

A dicembre 2013 il primo intervento al colon, a febbraio 2014 una trasferta a Torino per un’operazione al fegato, mentre a maggio dello stesso anno è la volta del polmone destro. «Ad ogni Tac di controllo saltava sempre fuori qualcosa di nuovo. Nel novembre 2014 e giugno 2015, due cicli di radioterapia ai polmoni. Nel 2015 un insulinoma, una neoplasia che fa produrre al pancreas troppa insulina lasciando il paziente senza zuccheri, mi ha portato in coma glicemico. All’intervento per toglierlo nel 2016 a Torino ne segue un altro ai polmoni a Padova alla fine del 2016».
A sentirlo parlare, sembra quasi che Henrj stia raccontando di qualcun altro. «E pensare che ha paura perfino di un prelievo di sangue!», scherza la moglie.

Arriva un periodo relativamente tranquillo dove la situazione viene tenuta sotto controllo, ma nel 2020 compaiono altre metastasi e si riprende con la chemio. «Sono tornato a Torino per operarmi nuovamente, l’intervento è andato bene ma sono poi sopraggiunte una serie di complicanze, infezioni e trombosi, che mi hanno riportato in sala operatoria per tre volte in otto giorni. La degenza si è così prolungata e, causa Covid, non avevo nessuno vicino, eravamo solo noi malati e gli infermieri. Le giornate sembravano interminabili, è stato un periodo davvero brutto».

Ad aumentare il carico, a marzo del 2023, Barbara scopre di avere un tumore al seno, uno dei più ostici. «Abbiamo trascorso l’estate facendo assieme le sedute di chemio, poi ho subito due interventi, a ottobre e dicembre, che sono stati fortunatamente risolutivi».

A maggio di quest’anno, Henrj va sotto i ferri per l’ottava volta, per un intervento al polmone sinistro. Al controllo dei sei mesi, per la prima volta dopo 11 anni, non c’è nessun cambiamento rispetto alla precedente visita.
«Credo che in tutto questo sia stato importantissimo il non esserci mai abbattuti. Siamo sempre andati entrambi a lavorare, cercando di fare la nostra vita senza mettere la malattia davanti al resto. Abbiamo soprattutto accettato senza riserve di fidarci dei medici, trovando ovunque persone preparate e umane. Adesso vogliamo trascorrere queste feste con i nostri figli che hanno condiviso con noi ansie e dolori e che meritano anche loro un po’ di tranquillità».

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