HeArt of Gaza: la mostra dei bambini a Trichiana
HeArt of Gaza. Con gli occhi dell’infanzia: un gioco di parole tra “Heart” e “Arte” è il titolo della mostra che verrà ospitata nella sede di Civicamente, in piazza Saubens 2 a Trichiana dal 17 gennaio al 1° febbraio. Sono esposti 48 disegni realizzati da bambini di Gaza, raccolti dal palestinese Mohammed Timraz e dall’irlandese Fèile Butler. Il progetto è nato a Gaza, nel luglio 2024, dopo che Mohammed, palestinese di 30 anni, ha mandato all’amica Fèile alcuni disegni dei suoi tre nipoti, che allora avevano nove, sette e cinque anni. Il disegno del nipotino di sette anni raffigurava un ragazzo senza testa, e in quel momento i due amici hanno compreso che non era normale che un bambino si esprimesse con un disegno di quel genere. Così Timraz ha deciso di organizzare dei laboratori in cui i minori dai tre ai 17 anni potessero disegnare liberamente ciò che provavano, con l’idea che l’arte aiuti a curare e a dare benessere. È nato, così, un gruppo di lavoro, composto da formatori, psicologi, un coordinatore, un fotografo e alcuni volontari, che opera in tende o in spazi chiusi presi in affitto. L’obiettivo della mostra è quello di sensibilizzare e informare su come vivono i bambini a Gaza, far sentire la loro voce, condividere le loro emozioni, e di arrivare al maggior numero di persone possibile, anche nelle scuole, in luoghi pubblici, nelle università.
Disegni che raccontano storie di guerra
I disegni sono molto toccanti, corredati da didascalie che raccontano la storia di ogni bambino e il significato dell’immagine. Inizialmente Mohammed dava un tema, come le stagioni, la pioggia, il sole, ma dopo che un bambino ha rappresentato il mare e i pesci per più giorni perché gli ricordavano il padre morto in un attentato, ha capito che era più giusto lasciare libertà di esprimersi. Franca De Cesaro, psicologa facente parte di un osservatorio psicoanalitico sulla guerra, è convinta che la creatività artistica possa aiutare i bambini a esprimere emozioni e a elaborare i traumi della guerra, superando i limiti della parola. Per questo ha voluto inserire nella mostra alcuni disegni di bambini ucraini accolti a Belluno con le loro famiglie e altri realizzati dai bambini di Terezin. Un’occasione per tutti di riflettere sulla drammaticità delle guerre e di sentirsi coinvolti emotivamente con chi la subisce.