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Gruppo Anteas “il Focolare”

20 anni di servizio al territorio

Gruppo Anteas “il Focolare”

20 anni di servizio al territorio

Fra poco si celebrerà il ventennale di fondazione del gruppo Anteas “Il Focolare” di San Gregorio nelle Alpi e sarà un momento di rinnovo. L’attuale presidente Adelio De Gol ci ha concesso una intervista.

«Era il 2004 quando Lucio Masini di Belluno, Angelo Paganin e Gemma Basei di Cesiomaggiore incontrarono un gruppo di persone di San Gregorio sensibili al sociale per costituire una associazione di volontariato che si dedicasse al territorio». Il gruppo di volontari mosse i primi passi, sotto la guida di Annalisa Dal Cin. L’anno seguente le subentrò Adelio De Gol e furono avviate le prime iniziative.

Il gruppo sancì fin dagli inizi la propria autonomia, l’indipendenza e la libertà di appartenenza dei suoi associati, affiancando il servizio pubblico dell’Ulss e quello dell’ente locale nel dare risposte ai bisogni dei cittadini. Accanto ad Adelio una dozzina di volontari attivi e la segretaria Elda Colferai, volontaria nelle Acli.

«Cercammo di fare ciò che era possibile con le nostre forze. Quando capimmo che una delle necessità degli anziani di San Gregorio era quella del trasporto, ci adoperammo per l’acquisto di un pulmino. Regione, Comune, Bim, Cariverona e delle offerte liberali ci permisero di raggiungere l’obiettivo. Cominciammo allora il servizio a chiamata che dura tuttora, utilizzato da molti cittadini. Il gruppo si arricchì ulteriormente e raggiungemmo la cinquantina di tesserati. Fu a quel punto che, assicurati i trasporti per l’Ospedale e le visite alle case di riposo, pensammo di istituire il servizio trasporto al mercato di Santa Giustina. Il giro del venerdì ottenne un alto gradimento».

C’è soddisfazione nella voce di Adelio mentre dice tutto questo; immediato il suo riconoscimento agli autisti e ai volontari che l’hanno reso possibile e a Livio Perenzin, il meccanico, che, approfittando dei momenti di sosta, ha mantenuto il pulmino in efficienza.

«La nostra associazione cresceva ed era riconosciuta dal territorio. Quando gli altri gruppi ci chiamavano eravamo disponibili. Fu così che collaborammo alla smonticazione o altre iniziative promosse a sostegno della disabilità e alla colletta alimentare, nel ricordo di Gabriele Minesso».

Un ulteriore passaggio fu compiuto quando oltre che di mobilità ci si occupò di formazione e aggregazione sociale. Nei nostri paesi di montagna solitudine e scarsità di stimoli culturali sono fattori che incrementano una senilità precoce, movimento, cultura e positive relazioni sociali quelli che la ritardano. Il Focolare si impegnò ad organizzare incontri. «Abbiamo pensato al bisogno di aggregazione dei nostri anziani creando dei momenti di socialità. È nata così l’iniziativa “Quatro Ciàcole” con pomeriggi ricreativi organizzati presso la sede degli Alpini. Ancora una volta l’unione ci dava forza. Pensammo infine a dei corsi di formazione aperti a tutti».

L’elenco dei temi trattati dal 2004 al 2019 sarebbe lungo. Basterà dire che si è parlato di volontariato, di tematiche psicologiche, di strategie di comunicazione e di temi etici soprattutto inerenti al malato terminale. Durante e dopo la pandemia si sono affrontati argomenti tornati di attualità come isolamento e solitudine.

«Quest’anno invece – ci anticipa Adelio – ci occuperemo di cambiamenti climatici e di invecchiamento attivo». Proprio così. Chi si occupa di volontariato non dovrebbe mai invecchiare, costretto come è a reinventarsi ogni giorno viste le novità che la legge impone. È tempo di bilanci certificati, di firme digitali, di responsabilità sulla sicurezza, di rispetto della privacy e delle diversità. Quel che non cambia è l’anima del volontario, l’umanità che distingue ogni suo singolo gesto per essere sempre, gratuitamente, a servizio.

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