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Gli ultimi ghiacci

il fragile equilibrio dei mondi sotterranei

Gli ultimi ghiacci

il fragile equilibrio dei mondi sotterranei

Presso il Centro Culturale “S. Guarnieri” di Pedavena, il geologo e speleologo Francesco Sauro ha presentato di recente il suo affascinante viaggio nei mondi sotterranei dei ghiacciai.

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Gli ultimi ghiacci

Il racconto è stato accompagnato dalle immagini del documentario “Gli ultimi ghiacci”, realizzato insieme all’amico astronauta Luca Parmitano e reso pubblico nell’ultima puntata di “Superquark” con Piero Angela. La serata, organizzata dal Cai Sezione di Feltre in collaborazione con il Comune di Pedavena, ha offerto uno sguardo sulla natura effimera del ghiaccio e sulla complessità degli ecosistemi sotterranei, che custodiscono informazioni cruciali sul passato e sul futuro del nostro pianeta.

Nel 2014, l’Associazione La Venta, di cui Sauro è presidente, ha avviato uno studio sugli ecosistemi glaciali. Uno dei primi progetti di monitoraggio si è svolto sul ghiacciaio del Gorner, in Svizzera, la culla della speleologia glaciale moderna. Qui, i ricercatori hanno esplorato grotte di ghiaccio che, durante l’estate, si trasformano in riserve naturali d’acqua. La fusione progressiva del ghiacciaio alimenta poi fiumi sotterranei che scavano gallerie.

Le esplorazioni in Groenlandia hanno invece rivelato enormi grotte che, collassando su se stesse, formano laghi interni. Queste grotte rappresentano una vera e propria finestra sul passato, poiché permettono di analizzare campioni di ghiaccio contenenti materiale organico e Dna antico. Per esplorare questi ambienti estremi, vengono spesso impiegati droni, anche se le condizioni difficili e le pareti instabili ne complicano l’uso.

Studiare tali ambienti è fondamentale per comprendere i cambiamenti climatici e le loro conseguenze. La riduzione dei ghiacciai, infatti, ha impatti diretti sulle riserve idriche: la fusione stagionale, un tempo essenziale per alimentare sorgenti montane e centrali idroelettriche, è ora sempre più incerta, alterando gli equilibri idrologici delle regioni alpine. Inoltre, si prevede che, entro il 2100, il livello del mare possa salire di circa 70 centimetri a causa dello scioglimento accelerato dei ghiacci. «Quello che sta sotto ci parla e ci dice cosa sta succedendo sopra», ha sottolineato Sauro. Le esplorazioni speleologiche sono una missione fondamentale per la tutela del nostro pianeta e un’eredità preziosa per un futuro più consapevole e rispettoso della natura.

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