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Gli spaventapasseri del Poggio

la mostra biennale in vigna

Gli spaventapasseri del Poggio

la mostra biennale in vigna

Per anni sono stati gli abitanti delle nostre campagne, realizzati con una vecchia tuta da lavoro, qualche bottone e pezzo di latta o legno. Oggi a Poggio Pagnan sono l’emblema di una mostra biennale a cielo aperto: evviva gli spaventapasseri!

Il secondo simposio regionale di “Spaventapasseri in vigna” ha preso luogo lo scorso 16 settembre al Casèl di Poggio Pagnan, una verde collina che si erge sulla destra tra Farra di Mel e Trichiana, in località Zottier di Borgo Valbelluna, incastonata nei vigneti, che offre suggestivi eventi al tramonto e nei giorni di festa a base di vini resistenti.

Sette gli artisti del simposio, sotto la guida di Beppino Lorenzet, direttore artistico: «Questo luogo è molto bello e soprattutto sicuro perché, anche se ci troviamo nel cuore del vigneto, la campagna è “respirabile” e adatta anche ai più piccolini. Nella prima giornata abbiamo accolto l’adesione e la visita di oltre 200 alunni delle scuole circostanti cui abbiamo presentato i poliedrici artisti che si sono prestati per questa giornata».

Tra i nomi spicca Dario Stragà, soprannominato il “nonno” del gruppo, che ha realizzato uno spaventapasseri classico e contadino, con la falce in mano poiché è “come quelli di una volta, senza trattori e ausili tecnologici”. Ennio De Bona ha raggiunto la manifestazione da Igne e con la sua arte ha voluto immortalare una leggenda del rock: Jimy Hendrix con cui scattarsi un selfie davvero originale.

Proprio di fronte al Casèl la scultura di Luca Mangiabosco da Asiago che con il suo Ferruccio, l’unico spaventapasseri in ferro e lamiera di questa edizione, ha rappresentato la pace. Lui lavora come giardiniere e custode in un cimitero inglese e quindi ha messo in braccio alla sua creazione un fucile, che spara fiori e colori bellissimi. Unica artista donna la poliedrica Sara Andrich, che, oltre ad aver donato il logo della manifestazione, ha installato una scultura interattiva del Curlich, abitante delle leggende bellunesi, nelle cui ali sono rappresentati i volti spaventati dei manifestanti.

Manuel Ciudirossi di Asiago fa lo scultore a tempo pieno. «Da giovane si è messo in gioco vivendo di scultura, un esempio per i ragazzi che seguano sempre la loro passione» ha commentato Lorenzet. Il suo personaggio è un uomo che beve vino resistente, proprio come quello di Poggio Pagnan. Pancrazio Marco ha messo in opera tutta la sua competenza in arti sceniche, ispirandosi al teschio di un uccello, che, scolpito sapientemente in legno chiaro, avvisa tutti i passeri: «Non passate di qui, guardate cos’è successo a me!».

Direttamente dalla scuola del legno, infine, Gianluca De Nard, che ha voluto rifarsi al cartone di Mulan, ed in particolare al personaggio saggio e custode di nonna Fa. «Ho pensato che a questo vigneto servisse il guardiano con così tanta bellezza e armonia!» ha commentato lo scultore.

Giampaolo Ciet, ideatore della manifestazione, nell’esprimere grande gratitudine a tutti gli artisti ha spiegato: «Abbiamo iniziato due anni fa e vogliamo continuare a lavorare con l’artista e amico Beppino Lorenzet, che di anno in anno fa scouting di talenti a livello regionale. Nostro desiderio era quello di far conoscere agli alunni che sono cassa di risonanza delle tendenze delle nuove generazioni, che la nostra realtà amica dell’ambiente e a misura d’uomo. La felicità è quella di vedere tutti i bambini e anche gli appassionati vivere il nostro vigneto e la nostra campagna. Questo ci dà la soddisfazione di essere arrivati all’obiettivo».

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