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Gli anfibi del bellunese

Ariondo Schiocchet

Gli anfibi del bellunese

Ariondo Schiocchet
Anfibi del bellunese - foto Claudio Ghizzo

Nella provincia di Belluno la presenza di ampie porzioni di territorio con scarso impatto antropico consente la sopravvivenza di molte specie diventate rare nella pianura veneta, dove urbanizzazione ed agricoltura intensiva hanno ridotto gli ambienti naturali.

La Salamandra alpina, una specie rinvenibile generalmente a quote superiori ai 1000 m, ha la caratteristica di partorire piccoli già sviluppati e quindi di essere slegata dagli ambienti acquatici. Invece la Salamandra pezzata, che frequenta ambienti di minore altitudine, partorisce larve acquatiche in ambienti con acqua più o meno debolmente corrente.

Altri anfibi urodeli (ovvero con la coda), che possono essere rinvenuti negli ambienti acquatici dove si riproducono deponendo uova, sono il Tritone crestato, il Tritone punteggiato ed il Tritone alpestre. Le prime due specie sono diffuse soprattutto a basse quote e sono rinvenibili in acqua durante i mesi primaverili e l’inizio dell’estate, mentre il Tritone alpestre è specie tipicamente montana e rimane in acqua fino a settembre o ottobre.

Tra gli anfibi anuri (quelli senza coda) irregolarmente distribuito nella provincia è l’Ululone dal ventre giallo, un rospetto che si riproduce anche nelle piccole pozze fangose prodotte dalle ruote dei mezzi agricoli.

Una delle specie più adattabili è la Raganella, rinvenibile anche in aree periurbane, così come in quelle maggiormente impattate dalle attività agricole, probabilmente a causa delle sue abitudini arboricole.

I rospi sono presenti con il Rospo smeraldino ed il Rospo comune. Il primo è poco diffuso, mentre il Rospo comune risulta per adesso meglio distribuito nonostante le grandi quantità di individui che vengono investiti sulle strade.

Infine le rane, che si distinguono in due gruppi: le rane rosse, specie poco legate agli ambienti acquatici, dove si recano solo per la riproduzione, e le rane verdi, che rimangono sempre in prossimità di stagni e fossati. Le rane rosse sono presenti con la Rana dalmatina, che preferisce ambienti di bassa altitudine, spesso prativi, e la Rana temporaria, specie legata agli ambienti montani. Queste rane sono tra i primi anfibi a riprodursi alla fine dell’inverno, e può capitare di trovare ovature in raccolte d’acqua ghiacciate. Le rane verdi sono gli anfibi che più facilmente incontriamo, anche in ambienti alterati e inquinati. In realtà si tratta di popolazioni miste di una specie (la Rana di Lessona) ed un ibrido (la Rana esculenta), quest’ultimo estremamente adattabile a condizioni ambientali non idonee alle altre specie di anfibi.

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