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Gli albori del servizio postale

in una mostra a Belluno

Gli albori del servizio postale

in una mostra a Belluno
Gli albori del servizio postale

Un nome, un destino. Questa affermazione calza perfettamente a Marco De Biasi, appassionato studioso bellunese, che dal 2002 si è avvicinato alla Storia Postale e in special modo alla “marcofilia”, un settore della filatelia che si occupa di collezione, studio e catalogazione degli annulli e dei timbri postali. Una lettera antica è molto più di un semplice pezzo di carta! Ci racconta di un periodo storico, delle tariffe applicate e del percorso seguito.

Una passione nata nel periodo del passaggio dalla lira all’euro e che si è ampliata a diversi settori della filatelia e della numismatica. Dopo aver conosciuto e frequentato importanti esperti di storia postale non solo del Veneto, ma anche esteri, ha affinato le sue conoscenze fino ad arrivare a scrivere molti articoli su riviste specializzate. Ha partecipato a due mostre italiane e una internazionale con una collezione di lettere del periodo tra il 1936 e 1947 che illustra le varie situazioni vissute in provincia durante la guerra e l’occupazione tedesca.

Con il patrocinio del Comune di Belluno, della Provincia, dell’Associazione per lo Studio della Storia Postale e l’Aisp, ha allestito, aiutato dal circolo filatelico di Belluno, una mostra presso il Palazzo delle Poste Centrali di Belluno aperta dal 20 aprile a 4 maggio.

Intitolata “Gli albori del servizio postale pubblico nel Bellunese, Feltrino e Cadorino tra 400 e 700”, copre il periodo storico della Repubblica di Venezia. Per la prima volta in provincia verranno esposte lettere viaggiate dal 1481 al 1796.

Marco non è solo un collezionista e studioso di questi pezzi storici oggetto della mostra, ma anche un piacevolissimo narratore dei suoi studi appassionati. Lo si ascolterebbe per ore mentre descrive i particolari di come funzionava il servizio postale nei tempi antichi.

Il Palazzo dei Rettori di Belluno era il luogo di raccolta e da lì partivano le missive o i materiali (a volte si spedivano anche animali vivi!). Il personale viaggiava a cavallo e a piedi. Se si dirigeva a Venezia, sino alla metà del 600, a Ponte di Piave, non si sa dove, iniziava a scendere lungo il Sile. A Venezia, presso la Casa del Nunzio, i destinatari andavano a ritirare la posta e pagavano il servizio secondo un tariffario che teneva conto della voluminosità della missiva. Una curiosità: pagava il destinatario perché così si aveva la certezza che quanto spedito fosse recapitato!

La posta che invece doveva raggiungere i paesi di montagna viaggiava perlopiù a piedi! E il servizio era efficientissimo. Ne usufruivano soprattutto i commercianti perché nobiltà e clero avevano i loro messaggeri.

Colpisce prendere consapevolezza che il servizio postale pubblico è stato l’unico modo di comunicare esistente fino a sessant’anni fa! Sicuramente una mostra interessante e istruttiva soprattutto per le nuove generazioni che oggi, grazie alla tecnologia, possono comunicare in tempo reale e non immaginano cosa comportasse, nel passato, scrivere una lettera, spedirla e aspettare, anche a lungo, una desiderata risposta.

Speriamo che anche la mostra possa continuare a viaggiare e arrivare a nuove sedi (Feltrino, Cadore e anche più in là) per diffondere il suo prezioso messaggio.

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