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Giuseppe Zanella

uno straordinario imprenditore a La Stanga tra '800 e '900

Giuseppe Zanella

uno straordinario imprenditore a La Stanga tra '800 e '900

Bepi Zanella, che nacque ad Agordo il 4 agosto 1836, aveva due fratelli: Angelo e Maria. Si sposò due volte: la prima a Cencenighe nel 1861 con Gigia Fontanive di quel paese, la seconda nel 1886 con Bartolomea Romanel pure di Cencenighe. La prima morì a La Stanga a soli 43 anni nel 1883, mentre la seconda, che era al suo servizio come domestica dal 1878, morì a 48 anni nel 1899. Dalla prima ebbe tre figli: Luigi nato nel 1864 e morto a 13 anni, Mariano nato nel 1869 e morto a cinque anni, Rosina nata nel 1873 e che vivrà quasi cento anni; dalla seconda altri tre: Maria nata nel 1886 e che vivrà più di 80 anni, Luigia nata nel 1888 e morta a circa quattro mesi, Menegheto nato nel 1891 e che vivrà oltre 70 anni.

Un profilo dell’imprenditore
Bepi Zanella fu affarista attivissimo e molto scaltro. Nel commercio era molto abile; ponderava bene le sue decisioni: aveva infatti il commercialista, l’avvocato e si recava di frequente a Belluno dal notaio. Teneva una fitta corrispondenza per disbrigare i suoi affari (la posta funzionava bene). Aveva a cuore le sorti dei suoi dipendenti, che assicurò con la Società anonima di assicurazioni Ausonia di Milano. Era un accanito cacciatore di camosci e grande conoscitore delle montagne sopra La Stanga. Fu consigliere comunale di Sedico sicuramente dal 1892 al 1901. Morì improvvisamente a 65 anni la mattina del 9 dicembre 1901.

Le messaggerie
Non sappiamo esattamente da che anno (sicuramente dal 1865) Bepi era in società col fratello Angelo per il trasporto della posta e dei passeggeri da Agordo a Belluno (dal 1886 esteso anche fino a Bribano). Avevano stalle e cavalli per tale servizio sia ad Agordo che a La Stanga.

L’albergo
Situato in una posizione strategica circa a metà del Canale di Agordo, era un frequentato luogo di sosta che diventerà famoso per la sua rinomata cucina. Accanto aveva una stalla per i cavalli che tiravano la giardiniera (diligenza): lì, al coperto, avveniva il cambio dei cavalli con ingresso sotto l’arco tuttora evidente.
La colonìa di Candaten
Un tempo ospizio per viandanti, ora sede di una stazione dei Carabinieri Forestali, entrò in possesso di Bepi Zanella nel 1886. Veniva tenuta in affitto da coloni previ accordi scritti col proprietario. Oltre a una vasta estensione di prati, faceva parte della colonìa anche la soprastante montagna.

La produzione di carbone
Una delle più importanti attività di Bepi Zanella fu quella di ricavare carbone dai faggi delle montagne sopra La Stanga, Candaten e da quelli dei Monti del Sole, versante Cordevole. Squadre di carbonai, predisposti dei cumuli di legna di pezzatura regolare (i poiàt), li facevano bruciare senza fiamma per circa una settimana. In base alla qualità, il carbone era denominato cannello (il migliore, di forma cilindrica), spacco (perché originato da legna spaccata), brasca (pezzetti residui grandi come una noce). Veniva portato a valle per sentieri impervi con le gerle dai portini (alle volte i carbonai stessi) in sacchi pesanti anche 50 kg. Ci fu una stagione in cui a fare il trasporto furono invece le portine (ragazze di Fortogna). Con i carri, i sacchi arrivavano fino alla stazione di Bribano (dal 1886) per essere spediti col treno. Nel 1896 Zanella si impegnò con una ditta di Vicenza a fornire (ogni 8/15 giorni) 20 vagoni di carbone di faggio.
L’escavazione della torba
Abbiamo notizia che nel 1871 Zanella acquistò nella zona di Orzes un terreno denominato Paludi grandi per estrarvi la torba che poi, trasportata coi carri, veniva utilizzata nelle fucine dello stabilimento di Valle Imperina. Nel 1893 invece cominciò a cavare la torba nella zona di Sois che forniva poi alle vicine fornaci di mattoni di Chiesurazza. L’estrazione, manuale, veniva effettuata soprattutto da donne e ragazze con paghe molto basse.

La malga in Val Clusa
Agli inizi del 1894 Zanella fece un contratto novennale col comune di La Valle Agordina per avere in affitto la malga in quella zona impervia e poco soleggiata, il cui sentiero di accesso inizia nei pressi di La Muda. Era in società con Angelo Bortot, un esperto malgaro residente al Mariano (nella valle dell’Ardo) sopra Bolzano Bellunese, il quale pascolava in Val Clusa bovini, capre e pecore. Ogni settimana faceva portare a valle il burro prodotto.

Il commercio del legname
Il 19 maggio 1901 Bepi stipulò un contratto per fornire a una ditta di Longarone 2.000 piante di pino nero e 1.500 di larice provenienti dai suoi boschi. Non fu un affare! Grandi furono le spese per farli scendere a valle e trasportarli coi carri alla stazione di Bribano. Sarà il nipote Carlo, figlio di Angelo, a risolvere tutti i problemi creati dallo zio.

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