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Giuseppe Colle

in ricordo del fondatore della Colle spa

Giuseppe Colle

in ricordo del fondatore della Colle spa

Gli amici lo chiamavano Bepin Broca. Un soprannome che ricorda tempi lontani, durante i quali le famiglie con lo stesso cognome si distinguevano così. Giuseppe Colle (settembre 1935-dicembre 2021), fondatore della Colle spa, nasce a Lentiai durante anni duri, in cui il lavoro scarseggiava e la povertà sedeva al tavolo delle famiglie bellunesi. Non restava che emigrare per cercare fortuna. Ma Bepin no, lui decide di rimanere per sostenere la sua amata famiglia e per contribuire con la sua visione a plasmare l’economia locale che oggi conosciamo.

Il padre Giuseppe, detto Bepi, era un artigiano che metteva i ferri ai muli della naia. Martello e incudine alla mano, egli produceva da sé i chiodi di cui si serviva, comunemente conosciuti con il nome di “broche” (da qui il soprannome di famiglia).

Bepin si affaccia al mondo dell’artigianato proprio nella “fusina” del padre, con uno spirito che si dimostra da subito curioso, attento e instancabile. Desideroso di sperimentarsi, si avventura in nuovi impieghi, come apprendista meccanico di biciclette e forgiatore del ferro, dove farà sua l’arte di costruire reti metalliche per i letti. “Impara l’arte e mettila da parte” recita un vecchio proverbio. E così, Giuseppe nel 1950 inizia a produrre le reti in proprio, in un’epoca in cui ancora si usavano sacchi riempiti con le foglie per dormire. Si costruisce l’attrezzatura da sé, adatta a officina uno spazio nella stalla e inizia le consegne ai clienti con l’aiuto della sua bicicletta. Una fatica che verrà mitigata dall’acquisto di una agognata Lambretta, che dà una considerevole spinta al suo commercio.

Da lì, al via i successi. A partire dalla costruzione dei primi rimorchi per motofalciatrici, fino ai ranghinatori – macchine agricole per rastrellare il fieno – durante anni in cui l’agricoltura non era ancora meccanizzata. Intuizioni attraverso le quali è sempre riuscito ad anticipare scelte inevitabili in un mondo in continuo mutamento. Sorge il primo capannone e nel 1957 ha avvio la produzione di stampi in ferro per manufatti in cemento.
E con l’avviarsi sempre più corposo dell’attività, arrivano anche i primi dipendenti. Sempre guardando oltre l’orizzonte, nei primi anni ’70 Giuseppe inizia a interessarsi all’esportazione all’estero e in Germania. Nel 1975 realizza la prima tubiera, un macchinario destinato alla produzione automatica di tubi in calcestruzzo per le condotte fognarie. E cavalcando l’onda della globalizzazione, anno dopo anno raggiunge il mondo intero, arrivando a esportare quasi l’85% del fatturato nel 2017 e rendendo la Colle spa azienda leader nel settore. Anni di sacrifici per un sogno che si realizza: quello di consentire alla famiglia una vita migliore di quella che aveva affrontato lui in infanzia.

Ma Giuseppe non è solo affari e industria. Negli anni ’80 egli fece anche parte dell’amministrazione comunale di Lentiai con il sindaco Bortolini. Fu sempre attento al mondo culturale e sociale del paese, nonché insignito dei titoli di Cavaliere e Commendatore. Un sognatore, Giuseppe Colle, che ha dedicato la vita lavoro e alla realizzazione delle sue idee visionarie, con la moglie Vanda sempre al suo fianco, insieme ai figli Adele, Guido e Giuliana, entrati presto a far parte dell’azienda, e ai nipoti Eleonora e Matteo. «Per lui il lavoro era tutto, fino all’ultimo giorno» raccontano Giuliana ed Eleonora in una sala tappezzata con foto e articoli di una vita di successi. «È stato un padre e un nonno presente per la sua famiglia, sempre attento a tutto ciò che lo circondava. Era spiritoso, carismatico, con un modo tutto suo di essere esigente.
Poteva sembrare burbero e severo, spesso di poche parole. Tuttavia, trovava il modo di incoraggiarti e farti capire che credeva in te, sia con noi che con i dipendenti, che lo apprezzavano molto. Un grande motivatore che ci ha insegnato ad andare e guardare sempre avanti. Tutto ciò che faceva era un insegnamento per noi.»
L’amico Giancarlo Dallo, nel libro “Giuseppe Colle – Idee in cantiere”, chiude con una frase che esprime perfettamente ciò che traspare dai racconti di chi l’ha amato, e che qui riportiamo in ricordo di Bepin Broca: “Voi avete il dovere e non il diritto di provare a realizzare i vostri sogni!”

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