A volte toccare il cielo con un dito è possibile. Ce lo racconta Lisa Facoli, 28 anni, di Visome, che oggi può dire di toccare non solo il cielo con un dito, ma letteralmente anche le cinque stelle di un prestigioso hotel di Lugano, in Svizzera. Lisa ha esperienza come massaggiatrice, ma nasce come estetista. Ha frequentato per tre anni la scuola di estetica presso il Centro Consorzi di Sedico, per poi seguire un corso di imprenditorialità estetica presso lo stesso istituto per ottenere l’abilitazione ad aprire la propria attività. Intraprende la carriera lavorativa presso un centro estetico di Limana, ma il sogno di lavorare all’Hilton Molino Stucky di Venezia bussa alla porta, facendole inviare il proprio curriculum.
Destino vuole però che non sia la struttura di Venezia a richiamarla, bensì una della stessa catena a Como, iniziando così a spianarle la strada fuori dal territorio veneto. L’esperienza nella regione lombarda si rivela proficua, tanto da farla diventare spa manager del prestigioso Hilton Lake Como hotel. Per questioni economiche decide poi di continuare la sua carriera in Svizzera, dove lo stipendio è nettamente maggiore e trova occupazione nella parte dedicata ai massaggi presso lo Splendide Royal hotel di Lugano.
La sua carriera e voglia di cambiamento decidono però di non fermarsi alle cinque stelle, portando Lisa ad iscriversi ad una scuola per diventare terapista complementare. In Svizzera, infatti, la sanità è privata ed esistono delle assicurazioni chiamate “casse malati”, le quali per prevenzione riconoscono i massaggi medicali in caso di sciatica, ernie o di necessità post interventi chirurgici. A giugno conclude questo percorso di studio che non le ha impedito né di continuare a lavorare nel lussuoso albergo di Lugano né dal coronare il suo sogno, cioè aprire la sua attività come massaggiatrice terapeutica a domicilio e in studio, un progetto che la giovane bellunese conta di ampliare ancora di più.
Come mai sognavi di lavorare nella catena dell’Hilton?
Principalmente ero attratta dalla struttura e dal fatto che questa sia presente in tutto il mondo; per me, che amo viaggiare, era un sogno ad occhi aperti. Anche a Belluno mi trovavo bene, ma forse stavo cambiando come persona e questa città stava diventando per me un po’ stretta per le possibilità che offriva. Ciò nonostante, mi manca e ci torno spesso, la nostalgia di casa un po’ resta.
Quindi non valuteresti la possibilità di tornarci definitivamente in futuro?
Nell’immediato no, ma l’idea c’è, e vorrei tornarci con un progetto mio. Ovviamente il target di persone è diverso da quello svizzero, ma ho sempre apprezzato anche il fatto che Belluno, essendo una piccola città, fa in modo che ci si conosca un po’ tutti e quindi anche crearsi il proprio giro di clienti potrebbe risultare più facile.
Quali difficoltà hai incontrato?
Lavorativamente parlando non ne ho avute molte, forse la maggiore è stata quella di spiegare il mio lavoro a chi non lo conosce perché spesso viene visto in modo superficiale, ma è una professione più profonda ed empatica. Soprattutto nell’ambito del massaggio curativo/terapeutico la persona arriva con una problematica ed ha bisogno di essere ascoltata e aiutata. Devo dire però che in questi anni ho trovato il pieno supporto della mia famiglia e del mio ragazzo che hanno sempre creduto in me e mi hanno sostenuta in ogni mio progetto, senza creare ostacoli alle mie scelte.
Cosa consiglieresti ai giovani che come te hanno un sogno?
Studiare, continuare a formarsi e soprattutto non perdere mai la propria autenticità perché è quello che ci differenzia. Non basta saper fare con le mani o con la testa, bisogna essere presenti sul momento e amare quello che si fa. Non bisogna limitarsi a cercare solo un’occupazione, bensì appassionarsi al proprio lavoro. Deve essere qualcosa che ci rende orgogliosi ogni giorno.