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Freddie, una voce immortale

Viaggio nella macchina del tempo… della musica

Freddie, una voce immortale

Viaggio nella macchina del tempo… della musica

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vrebbe compiuto 76 anni il 5 settembre Freddie Mercury. L’anno scorso ne abbiamo celebrato il trentesimo dalla scomparsa. Risale invece al 2018 il film “Bohemians Rhapsody” che avevo visto al cinema con mio figlio nel dicembre di quell’anno in una multisala gremita di persone, giovani ed ex giovani che premevano per entrare. 

Un’esperienza indimenticabile quella al cinema. Già a inizio proiezione, partono le prime inconfondibili note che hanno segnato il periodo tra i più belli che ho vissuto, come probabilmente per molti miei coetanei: gli anni Ottanta. A quel punto ho la sensazione di essere salito in una sorta di macchina del tempo dove, favorito dall’atmosfera ovattata della sala, ritorno indietro di una quarantina d’anni. Il salto è notevole, ma dal sapore ineguagliabile. Solitamente alla radio ascolto le frequenze di Radio Ottanta che trasmettono musica degli anni 70, 80 e 90 ed è come immergersi in quella musica, ma stavolta anche dentro delle immagini dall’impatto decisamente forte.

I brani proposti fanno da colonna sonora alla storia della band dei Queen, in particolare del loro leader. Mi sento proiettato in una dimensione parallela che per quasi quattro ore mi rapisce e mi fa rivivere sensazioni, stati d’animo, ricordi e vissuto lontani, ma ora così vicini che mi sembra di toccarli con mano. È solo una particolare situazione mentale, ma che poi mi accompagnerà anche nei giorni successivi e come sempre succede in questi casi scatta una spasmodica ricerca e bisogno di ascolto di quella musica nei dischi e cd che posseggo. Scoprire poi la storia tormentata, difficile, mascherata causa il contesto della società di quegli anni, di una persona forte, energica in pubblico, ma al tempo stesso fragile e vulnerabile nel privato, dà uno spessore incomparabile alla trama del film. 

Nel ritorno verso casa mio figlio mi tempesta di domande, in particolare su com’era la vita in generale di quegli anni, soprattutto per capire le differenze con il presente, e mi colpisce la sua frase finale mentre scendiamo dall’auto: «Vorrei essere nato prima per poter aver  vissuto quel periodo». Certamente non era tutto rose e fiori, ma è indiscutibile che tutto quello che a livello mondiale è successo dopo di allora abbia consegnato alle giovani generazioni un bel caos cosmico con tanti differenti problemi.

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