800 038 499

Numero Verde gratuito

Email

info@ilveses.com

Francesco Guerra

Le sue “creature” artistiche

Francesco Guerra

Le sue “creature” artistiche

Ho conosciuto personalmente Francesco Guerra agli inizi degli anni 80, ma avevo già ammirato varie sue opere in alcune esposizioni che, nei primi anni 70, erano state allestite in una sala della storica Pasticceria Bernardi nel centro di Montebelluna.

In quegli anni Francesco lavorava nello studio dell’architetto Celotto e frequentava spesso vari noti artisti locali. Io ero attratto dalle sue equilibrate ed eleganti composizioni sia figurative che geometriche e dal suo sapiente utilizzo del colore.

Una mattina di oltre 40 anni fa, a Feltre, per curiosità, sono entrato nella piccola galleria “La Meridiana” e, con piacere, ho scoperto che era gestita da lui. Oltre ad essere il suo studio era un luogo espositivo e un punto di incontro abituale per vari artisti feltrini e bellunesi, nell’epoca particolarmente apprezzati. Così, con lui, è nata un’amicizia che, nei primi mesi del 1987, è sfociata nella formazione artistica La Meridiana, composta da dieci artisti bellunesi. Questo gruppo, ancora esistente, è stato promotore nell’arco di oltre 30 anni di esposizioni e di eventi culturali non solo nel Veneto. Poco tempo dopo la costituzione del gruppo è stato realizzato un catalogo che testimonia la creatività dei componenti e che ha accompagnato le varie manifestazioni organizzate.

Nel 1995 poi, per rendere merito alla già lunga carriera artistica di Francesco, io e mio fratello Paolo abbiamo realizzato e pubblicato un catalogo che raccoglie un’antologia delle creazioni dell’artista di Quero dagli anni 50 a metà degli anni 90. Nel testo sono illustrate le prime nature morte ed i paesaggi, dipinti ad olio su faesite, in cui emergono gli insegnamenti dei principali artisti figurativi del Novecento, che Francesco ammirava e studiava sistematicamente.

Compaiono gli acquarelli che, con il passare del tempo, tendevano ad un allontanamento dalla realtà fotografica. Sono rappresentati alcuni ritratti ed i suoi caratteristici cavalli in cui si possono notare le influenze compositive di Marino Marini. Col tempo tutto si geometrizza con la raffinatezza e l’eleganza che lo accompagnavano nei suoi gesti artistici. Ci sono anche le sue composizioni musicali create con l’antica tecnica dell’affresco, che padroneggiava con sicurezza, perché, come si sa, è una tecnica che non ammette indecisioni e ripensamenti nell’esecuzione, i suoi assemblaggi di legno policromo di rara eleganza. Da ricordare anche le singolari sculture in legno dipinto, i mobili colorati, le punte secche, le acqueforti, le serigrafie, che preparava con gli strumenti: telai e torchio, da lui costruiti e che sono ancora custoditi nella sua casa natia.

Pur vivendo prevalentemente “appartato”, con la moglie Gabriella, nella centenaria casa-studio-laboratorio di Quero, Francesco era molto interessato ed aggiornato sul mondo dell’arte. Era estremamente piacevole intavolare con lui delle conversazioni sui vari movimenti creativi. Con entusiasmo illustrava le sue nuove “creature” che realizzava con raffinata abilità.

Di lui ricordo con piacere e nostalgia tutte le esperienze artistiche che abbiamo condiviso per una trentina d’anni. Sicuramente, per tracciare un profilo esauriente di questo artista, che non ha avuto il meritato riconoscimento, questo breve spazio non è sufficiente, ma il ricordo della sua figura è un piccolo omaggio per lui e anche per coloro che lo hanno conosciuto e lo ricordano con grande stima ed affetto ad oltre dieci anni dalla sua scomparsa.

Galleria Immagini

Acegli l’area tematica che più ti interessa oppure clicca sulla casa per ritornare alla Pagina Principale del sito.