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Francesco Garlet

sognando verso la meta

Francesco Garlet

sognando verso la meta

Giovanissimo, Francesco Garlet di Cesiomaggiore è uno dei volti più interessanti del rugby feltrino. Gioca nella prima squadra del Rugby Feltre, promossa quest’anno in serie A1, e rappresenta la sintesi perfetta tra passione, determinazione e attaccamento alla maglia. Dietro il suo sorriso timido si nasconde la forza di chi rincorre un sogno: quello di vestire un giorno la maglia della nazionale.

Francesco, come ti sei avvicinato al rugby?
«Mi sono appassionato al mondo del rugby a cinque anni, dopo che i miei fratelli lo avevano provato a scuola. Ricordo che tornavano a casa entusiasti e parlavano di questo sport con una luce negli occhi. Così ho voluto provarci anch’io. Sin dal primo allenamento mi sono reso conto che c’era qualcosa di speciale: il contatto, il gioco di squadra, la lealtà. Da quel momento il rugby è diventato parte della mia vita».

La stagione 2024/25 ti ha visto protagonista. Che annata è stata?
«Il campionato è stato abbastanza competitivo e ti mette di fronte a squadre esperte, dove ogni errore si paga caro. Ma proprio per questo è stimolante: ogni partita è un’occasione per crescere e capire cosa serve per arrivare più in alto».

Da piccolo sognavi di diventare un rugbista. Quel sogno è cambiato?
«No, assolutamente. Il sogno che avevo da bambino è rimasto lo stesso: esordire con la Nazionale maggiore. È l’obiettivo che porto dentro da sempre, quello che mi motiva ogni giorno ad allenarmi con costanza».

Hai già assaporato l’azzurro con la convocazione al raduno pre-mondiale U20. Che esperienza è stata?
«Un’emozione incredibile. Ricevere la chiamata per il raduno di preparazione al Mondiale Under 20 è stata la mia più grande soddisfazione fino a oggi. Essere inserito tra i trentuno convocati, volando poi a Cardiff, da coach Roberto Santamaria, mi ha fatto capire che il lavoro paga davvero. In quei giorni a Marlengo respiravamo l’atmosfera della grande nazionale: professionalità, intensità, orgoglio. Ovviamente la mancata riconferma e convocazione per il mondiale vero e proprio è stata una delusione, ma anche una spinta a migliorarmi. So che ogni passo, anche quelli più difficili, serve a crescere e ad avvicinarsi al traguardo».

Che messaggio vuoi dare ai giovani atleti che iniziano oggi il loro percorso?
«Direi loro di credere nei propri sogni, qualunque essi siano. Lo sport è fatto di sacrifici, ma ogni sforzo viene ripagato. Non bisogna arrendersi davanti alle difficoltà, perché sono proprio quelle a farci diventare più forti. Lavorate, divertitevi e abbiate fiducia nel percorso: la passione vi porterà lontano».
Con i piedi ben piantati nel campo di Feltre e lo sguardo rivolto all’azzurro, Francesco Garlet continua a rincorrere la meta più importante: quella che conduce dal sogno di bambino alla realtà di un futuro rugbistico tutto da scrivere.

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