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Francesca Mussoi

dalla sua penna, mondi fantasiosamente reali

Francesca Mussoi

dalla sua penna, mondi fantasiosamente reali

Insegnante, psicomotricista, educatrice, ma anche e soprattutto autrice di libri: per l’infanzia e non solo. È Francesca Mussoi, scrittrice sedicense ormai nota ben oltre i confini provinciali e regionali. Da sempre appassionata di lettura e di letteratura per l’infanzia, è la responsabile di progetti educativi per l’associazione Assi Onlus.

Tra le sue opere, spiccano “Il Gallo e gli amici del bosco”, “La balena Gelsomina”, “Storie fra le nuvole” e “Pane e marmellata”. Con Infinito edizioni, invece, ha pubblicato “Ho fatto centro” (2018, con Oscar De Pellegrin e Marco D’Incà), “La bambina con le infradito” (2019), “Nome in codice Covid-19” (2020, e-book). E l’ultima fatica letteraria: “Vita di Penna” (2021).

«La penna mi ha sempre accompagnato nella quotidianità – afferma l’autrice – e ha scandito le parti più importanti della mia esistenza. Con mio marito, per esempio, ci scrivevamo delle lettere, utilizzando proprio la penna: un oggetto che ci teneva in relazione, anche a chilometri di distanza. Per me quindi ha un valore speciale, affettivo. Allora mi sono chiesta se quell’oggetto potesse avere un’anima». E la risposta è contenuta in un racconto da leggere tutto d’un fiato: «Ho voluto unire l’utile al dilettevole. Nel senso che il testo è fantasioso, ma legato pure all’attualità, alla Storia contemporanea. In particolare, sono passata dalla guerra in Siria de “La bambina con le infradito” ai conflitti e alle contraddizioni della Turchia. È anche un modo per spingere i ragazzi ad approfondire le tematiche di oggi».

Ad arricchire l’ultima fatica letteraria dell’insegnante di Sedico sono le illustrazioni di Elisabetta Dal Pont. Per quanto riguarda la trama del racconto, il protagonista è Loren, scrittore che ha nel vecchio cane e nel giardiniere gli unici contatti col mondo. Odia la tecnologia e, per questo, non si separa mai dalla sua penna. La stessa che racconterà una storia fatta inizialmente di sfumature grigie, ma destinata a tingersi con i colori inaspettati dell’avventura e dell’amore. Perché, come sostiene Francesca Mussoi, «qualsiasi penna, anche la più anonima, può riempire un foglio bianco di parole
meravigliose». Vedere – anzi – leggere per credere.

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