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Diego Montagner, l’autore dei papaveri rossi di Trichiana

Diego Montagner racconta la sua passione per i murales e l’aerografo

Diego Montagner, l’autore dei papaveri rossi di Trichiana

Diego Montagner racconta la sua passione per i murales e l’aerografo

Salendo su via Michele Barp, conosciuta anche come “Riva dei carabinieri” mi trovo davanti l’ennesimo semaforo per lavori in corso: uff! C’è un restringimento all’altezza della cabina Enel, chissà cosa dovranno fare… Ripasso di lì qualche ora dopo e… sorpresa! Sono magicamente comparsi dei grandi papaveri rossi, disegnati, deduco, dal tizio che, muovendosi tramite una piattaforma aerea, usa le pareti della cabina come tela! Con la scusa di scattare qualche foto, chiedo al ragazzo il cui volto è inizialmente celato da caschetto e maschera con filtri se avesse piacere di farsi intervistare, ovviamente senza rubare tempo al suo lavoro. Lui si chiama Diego Montagner, è del 1990 e risiede con la compagna e le due figlie piccole a Montebelluna. Scopro che è lui l’autore di tanti dei murales che ho visto in giro, alcuni dei quali su altre cabine dell’Enel, azienda che da qualche anno porta avanti il progetto di street art “Cabine d’Autore”.

Il lavoro di Diego: dipingere è la sua professione

«È il mio lavoro ormai da 12 anni. Ho frequentato una scuola per grafico pubblicitario dopo la quale mi sono adattato a lavorare in fabbrica, tralasciando la mia reale passione. Ad un certo punto non ce la facevo più e, con un po’ di incoscienza, mi sono licenziato, ho aperto la partita Iva e ho provato a vedere se fosse possibile vivere facendo quello che mi piaceva. Non nego che i primi cinque anni sono stati difficilissimi, ma ora sono soddisfatto della mia scelta».

Tecnica e stile: dall’aerografo ai murales

«Ho iniziato con l’aerografo, i miei primi lavori erano caschi e serbatoi di moto, poi sono passato alle bombolette ma non mi piaceva molto la resa, quindi sono tornato all’aerografo e ora dipingo solo con quello, con colori specifici».

I soggetti dei murales: storia e territorio

«Mi vengono dati degli spunti a partire dalla storia o dalle caratteristiche del luogo in base ai quali preparo un paio di bozze che poi chi ha commissionato il lavoro vaglia e sceglie. In questo caso l’opera è stata voluta e finanziata dall’Amministrazione comunale con la quale abbiamo deciso per un richiamo al “Paese del libro” ma anche a Tina Merlin (i papaveri rossi, simbolo di libertà, ndr)».

Commissioni e progetti internazionali

«Io lavoro su commissione sia per il pubblico che per privati. Lavoro molto anche con aziende che producono attrazioni per i parchi a tema, ci sono parecchi miei lavori in giro per il mondo! Durante il Covid, ho dipinto gli interni delle navi da crociera per Fincantieri. Sono mondi molto interessanti, ma preferisco sempre i murales!».

L’esperienza a Trichiana

«Benissimo, ho avuto un’accoglienza che non mi aspettavo! Le persone venivano qui a portarmi il caffè, la torta, si offrivano di pagarmi il pranzo… non mi era mai successo! Questi posti poi sono bellissimi, spero di lavorare ancora in zona, l’ho sempre trovata una vallata bellissima ogni volta che ci passavo!».

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