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Fiabe della Montagna

il nuovo libro di Arnelio Bortoluzzi

Fiabe della Montagna

il nuovo libro di Arnelio Bortoluzzi

La nostra Associazione culturale “Veses”, in veste di editore, presenta una pubblicazione inedita adatta a un pubblico di bambini, ma anche di adulti. Si tratta di “Fiabe della montagna”, nuova fatica dello scrittore Arnelio Giovanni Bortoluzzi che, per l’occasione, sono raccontate (e scritte) da Nonno Pacio. Bortoluzzi, architetto, è anche autore di altre pubblicazioni apprezzate come “Minatori della Valbelluna. Negli abissi di Mons-Borinage” (Dbs, 2016), dedicato alla vicenda di emigrazione in Belgio, ma anche de “La pallavolo a Belluno”, edito sempre dalla nostra Associazione nel 2004 che racconta il passaggio della squadra bellunese dall’oratorio alla serie A. Stavolta si parla delle nostre meravigliose cime.

Così scrive Franco Ladini nella presentazione (che per l’occasione si firma “Nonno Franco”): «Questa raccolta di brevi racconti è ambientata nel territorio delle nostre montagne. La lettura è gradevole per il modo semplice e genuino di scrittura e per la brevità dei singoli racconti, particolarmente adatta a noi “nonni lettori” sempre più carichi di impegni ed al tempo di sopportazione dei bambini sempre più limitato dalla loro vivacità.
Particolarmente piacevole, come nelle antiche favole, è il coinvolgimento diretto dei vari animali, ognuno con caratteristiche specifiche ma con una complessiva intesa tra specie che pur favolistica ben si adatta alla vita reale: quante volte abbiamo assistito in ambienti rurali a gesti di affetto e tenerezza tra contadino ed animale e tra gli stessi animali (come la mucca che prima di avviarsi al pascolo attende la carezza o “la pacca” del suo padrone o l’affettuosa intesa tra cane e umano oppure ancora le manifestazioni di solidarietà tra animali in momenti di difficoltà…).

La lettura risveglia in noi nonni il ricordo di quella vita semplice, regolata dalle stagioni e dalla luce del sole, di chi abitava le falde delle nostre montagne e che contribuiva a preservare e tutelare un territorio aspro, difficile ma che poteva fornire di che vivere».
Anche Nonno Pacio ci invita ad entrare nella pagine da lui scritte:

«Dobbiamo prendere atto, a malincuore, che le politiche adottate per evitare lo spopolamento della montagna sono fallite. I numeri impietosi e le previsione, altrettanto impietose, non lasciano spazio a nessuna discussione in merito.
Non ci resta altro che entrare in una fiaba tenendo per mano i bambini e “animare” le montagne raccontando la storia delle persone che per centinaia di anni hanno amato e curato l’ambiente, regimato i torrenti, tagliato e rinvigorito i boschi, sfalciato i prati e mantenuto efficienti le case e le stalle. Tutto questo in perfetta simbiosi con gli animali domestici, insostituibile fonte di aiuto e di sostentamento. Ci hanno lasciato un patrimonio culturale costruito con capacità e saggezza ma anche con grandi fatiche e sacrifici. Questo patrimonio di valori pare non interessare alle nuove generazioni sempre più attratte dai falsi miti creati dal denaro, considerato sinonimo di potere e di benessere.

In queste storie sono narrati i valori di atmosfere perdute vissute con ingenuità e con umanità da nonno Pelmo, da nonna Tofana e dai loro animali».

Buona lettura a tutti!

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