Feste e sagre rappresentano da sempre un elemento fondamentale per il territorio bellunese. Non sono soltanto occasioni di svago e convivialità, ma momenti che rafforzano il senso di appartenenza delle comunità, valorizzano le tradizioni locali, promuovono le eccellenze enogastronomiche e contribuiscono a far conoscere il territorio anche dal punto di vista turistico. Tra le anime che rendono possibile tutto questo ci sono le Pro loco, autentici punti di riferimento per i paesi e le vallate.
Dietro ogni iniziativa c’è il lavoro di centinaia di volontari che dedicano tempo e competenze al proprio paese. Un impegno che negli ultimi anni è diventato sempre più complesso. Oltre all’attività di promozione, le Pro loco devono infatti confrontarsi con adempimenti amministrativi, fiscali e organizzativi sempre più articolati, anche alla luce della riforma del Terzo Settore, che – pur con l’intento di semplificare – ha tuttavia introdotto nuove regole (e cambi di regime fiscale) per la gestione delle associazioni richiedendo ancora maggiore attenzione, ad esempio, nella redazione dei bilanci.
Competenze e burocrazia: le nuove sfide
«Le Pro Loco oggi hanno bisogno non solo di entusiasmo, ma anche di competenze. – sottolinea il presidente provinciale dell’Unpli Belluno, Davide Praloran – Le incombenze burocratiche sono aumentate e il nostro compito è fare in modo che nessuna associazione venga lasciata sola. Per questo abbiamo investito nella formazione, nella consulenza fiscale e in strumenti che semplificano la gestione quotidiana dei volontari». L’obiettivo è alleggerire il peso della burocrazia, permettendo alle associazioni di concentrarsi sulla loro missione: fare comunità. In quest’ottica rientrano anche i progetti di promozione turistica, la digitalizzazione dei servizi e la collaborazione con enti pubblici e altre realtà del Terzo Settore, sempre più importante per organizzare eventi e sviluppare iniziative condivise.
Progetti innovativi per il turismo
Proprio l’Unpli Belluno ha messo a segno, negli ultimi mesi, notevoli progetti di promozione turistica, grazie a bandi, quali ad esempio la realizzazione di materiali informativi in tre lingue e l’implementazione di pannelli digitali interattivi in punti strategici della provincia, tra cui l’area bike di Busche, in collegamento con il sistema regionale di gestione delle destinazioni (Dms).
Rinnovamento e nuove realtà
Il mondo delle Pro loco bellunesi sta inoltre vivendo una fase di rinnovamento. Negli ultimi mesi diverse associazioni hanno rinnovato i propri direttivi, altre sono ripartite dopo momenti difficili e sono nate nuove realtà, a testimonianza di un volontariato ancora vivo e capace di guardare al futuro.
La Pro loco Santagiustinese, ad esempio, ha scelto di porsi come punto di raccordo tra le associazioni del territorio, privilegiando la collaborazione rispetto alla semplice organizzazione di eventi. Ad Agordo un nuovo gruppo di volontari ha raccolto il testimone garantendo la continuità delle attività locali, mentre a Domegge la ripartenza dopo il commissariamento punta a rilanciare iniziative condivise con le altre realtà del paese. A San Pietro di Cadore è invece nata la nuova Pro loco Visdende, che ha riunito diversi comitati locali con l’obiettivo di recuperare manifestazioni storiche e valorizzare le tradizioni del territorio.
«Ogni nuova Pro loco o ogni associazione che riparte è un segnale positivo – conclude Praloran –. Significa che ci sono persone disposte a mettersi a disposizione della propria comunità. Il nostro compito è sostenerle, offrendo strumenti concreti per affrontare le nuove sfide amministrative senza perdere quello spirito di servizio che rende le Pro loco un patrimonio insostituibile per il territorio».
Scopri di più sul rinnovamento della Pro loco di Santa Giustina e sulle altre iniziative associative come l’intesa tra uomo e cavallo a Trichiana.