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Ferruccio “Romanin” Zannin

Capitano d'industria, ha dato lavoro a centinaia di persone

Ferruccio “Romanin” Zannin

Capitano d'industria, ha dato lavoro a centinaia di persone

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erruccio Zannin, per tutti “Romanin”, era nato il 14 settembre del 1917 da famiglia contadina di Mugnai. Il padre era commerciante di bestiame ma, fin da giovanetto, il ragazzo non mostrava interesse per questa attività. Aveva invece passione per le attività di cementista e muratore: fece l’apprendista e imparò i segreti del mestiere, frequentando nel frattempo la scuola serale di disegno diretta dal professor Andolfatto a Feltre. Si sposò nel 1939 con la paesana Elisa Fent (1920) andando in prestito di un cappotto. 

Il 2 settembre 1938 fu chiamato al servizio di leva ad Aosta; poi, scoppiata la guerra, dovette partire per il fronte: era Alpiere a Pieve di Cadore nel gennaio 1940, 103esima Compagnia Battaglione “Duca degli Abruzzi”. Tornato nel 1946, iniziò a Feltre una piccola attività di manufatti in cemento, a quei tempi attività pionieristica, con stampi in legno.

La famiglia

Cattolico fervente, ebbe ben sette figli: Germana, coniugata con Sergio Maccagnan, Elena, moglie del noto Coppi, Paola, coniuge di Toni, da sempre impegnati nel volontariato, Lucia, ora vedova, trasferitasi a Torino e mamma di “Pepito” alias Giuseppe Roseo, ancora in azienda, Elisa in Dal Pont che vive in Sardegna, Ugo, unico maschio deceduto da giovane per malattia incurabile (nonostante il dono di un rene dalla sorella Paola), l’ultima era Patrizia, purtroppo mancata.

La scomparsa del figlio Ugo ha avuto un impatto devastante in Romanin, che lo ricordava sempre con immane dolore e col viso rigato di lacrime.

L’attività

Trasferì l’attività a Vodo di Cadore seguendo un’impresa edilizia con operai di Mugnai e, nel 1957, pur mantenendo l’attività a Feltre, trasferì la ditta edile a Borca dove si stava realizzando il noto villaggio Agip e dunque si dedicava alla costruzione di villette. 

Giunse ad avere quasi 200 operai, la maggior parte di Mugnai, e conobbe il noto ideatore ing. Enrico Mattei e l’arch. Gelner. Intanto a Feltre acquistò la prima tubiera automatica, prima nel Veneto; nel frattempo con la ripresa economica aumentò la richiesta di manufatti in cemento e pertanto, desideroso di tornare al paese natio, nel 1964 cessò l’attività in Cadore per continuare in casa, ampliando l’attività che ebbe peraltro, in seguito all’alluvione del ’66, notevole impulso con richiesta di tubature, pozzetti ed altro.La sua clientela era diffusa oltre che nel Veneto soprattutto in Trentino Alto Adige. 

Nel 1976 costruì un capannone a Rasai di oltre 5.000 mq. aumentando la produzione e la clientela nell’azienda ancora oggi presente. È scomparso a 82 anni il 29 marzo 2000 dopo che il 2 dicembre aveva festeggiato le nozze di diamante dei 60 anni con figlie, generi, 14 nipoti e 10 pronipoti.

Note curiose

Strinse amicizia con l’altro maestro, Bepi Colle di Cesana, che realizzava stampi per tubiere (ora con clienti in tutto il mondo!), con la famiglia Monti di Auronzo, con dirigenti Anas e molti altri importanti imprenditori.

Il suo “ufficio” era una cantina interrata a lato dello stabilimento, ove conservava salami e formaggi nostrani e ottimo vino che offriva ai visitatori; nella vasca in pietra gli facevano compagnia alcune trote. Con voce roca raccontava le sue vicissitudini e ogni sera faceva il giro delle osterie alle Tezze coi “compagni” Dino Perer, Gijo Baldissera, Piticco. 

Da sottolineare anche la grande e silenziosa generosità della famiglia per opere di restauro a San Vittore o di beneficenza.

Fra i pochi nei attribuibili a Romanin le partite a carte Al Tabià, soprattutto a scopa, nelle quali era un noto e inguaribile imbroglione!

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