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Fasce Boscate e Siepi

patrimonio da preservare

Fasce Boscate e Siepi

patrimonio da preservare

Fasce boscate, siepi frangivento e siepi spinose. Con questi termini vengono identificate formazioni arboree arbustive miste, inserite tra coltivi, sui cigli dei corsi d’acqua, fossi e scoline. Esse svolgono una importante funzione fitodepurativa dei suoli, delle acque superficiali e delle derive aeree, in quanto assorbono dal terreno notevoli quantità di sostanze chimiche dannose ed offrono valide barriere agli spostamenti di masse d’aria inquinata da fitofarmaci, contribuendo inoltre, con il loro intrico di radici, a contenere l’erosione del suolo o delle sponde dei corsi d’acqua.

Fasce tampone e siepi possono essere a pieno titolo considerati ecotoni, cioè habitat di transizione tra ecosistemi adiacenti di natura diversa. Al loro interno si riscontrano un maggior numero ed una maggior densità di specie: una maggior ricchezza di avifauna ed un maggior numero di insetti utili alle stesse attività agricole oltre che all’equilibrio degli ecosistemi.

Si pensi ad esempio alla presenza di uccelli insettivori che trovano un’ambiente ideale per nidificare, come pure quella di insetti utili (ad esempio Coleotteri, Coccinellidi, Carabidi, Ditteri sirfidi e Neurotteri Crisopidi) che sono predatori di insetti dannosi alle colture. Senza contare l’aumentata presenza di insetti pronubi (ad esempio Imenotteri, Ditteri e Lepidotteri impollinatori).
Siepi e fasce boscate infine svolgono un’importante funzione all’interno della rete ecologica come corridoi di connessione funzionali al rispetto di specie animali altrimenti confinate in ambiti ristretti, creando una connessione territoriale tra aree naturali frammentate. Ecco che formazioni lineari boscate delimitanti aree colturali, o confini, o lungo corsi d’acqua, fossi, ecc. hanno un’indubbia influenza sulla qualità del paesaggio: l’equilibrata alternanza di colture e fasce arborate imprime al territorio una fisionomia varie e gradevole in particolar modo nelle stagioni intermedie in cui si concentrano le fioriture o si assiste ai cambiamenti cromatici autunnali.
Inoltre possono contribuire allo sviluppo di nuove attività turistico-ricettive, quali l’escursionismo su percorsi legati all’osservazione dell’avifauna in zone rifugio, il cicloturismo su itinerari segnalati e di interesse naturalistico, la creazione di una rete di fattorie didattiche legate al territorio ed alla sua storia.

A partire dagli anni 50 del secolo scorso, le migliorate condizioni economiche e sociali, la sempre crescente meccanizzazione e l’accorpamento degli appezzamenti nelle campagne hanno spesso mutato profondamente il paesaggio agrario portando alla costante riduzione, spesso eliminazione, del patrimonio di siepi perimetrali e fasce boscate (fino ad allora erano state mantenute in quanto fonte di legna da ardere e da costruzione, fogliame da foraggio o da strame ed infine da vimini per le legature nelle vigne e la realizzazione di cesti, gerle ed altri manufatti).
Il territorio della Valbelluna, in destra e sinistra Piave, è ricchissimo di siepi spontanee, fasce boscate e formazioni arbustive miste e possiamo esserne veramente fieri; questi piccoli boschetti, queste zone umide naturali fanno del nostro ambiente un esempio per tutte le altre realtà regionali, sono luoghi da proteggere e mantenere e che andrebbero promossi come nuovo tipo di turismo ecosostenibile.

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