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Fagioli e Fiabe

l’importanza simbolica del cibo

Fagioli e Fiabe

l’importanza simbolica del cibo

Nelle fiabe ci si imbatte spesso in contenuti legati al cibo: dolci, pane, zuppe, tavole imbandite con ogni sorta di leccornie… Ma perché il tema legato al cibo è così comune nelle fiabe? La fiaba nasce dai racconti orali di un popolo, in essa sono narrate paure e desideri, emozioni viscerali e ataviche alla radice di tanti conflitti: il cibo è per sua natura legato al bisogno fondamentale di sopravvivenza e pertanto anche alla natura umana. L’onnipresente paura di rimanerne privi e il desiderio di averne in abbondanza sono nodi tematici tipici delle società povere a rischio continuo di carestia: in esse il desiderio più diffuso è mangiare tutto fino all’ultima briciola e bere tutto fino all’ultima goccia.

La fiaba insegna ai piccoli e ai grandi lettori che il cibo non va mai sprecato perché salva (le briciole di pane segnano la strada in “Hänsel e Gretel”); al desiderio di cibo in abbondanza fa da contraltare il mito del Paese della Cuccagna, luogo dove chiunque può trovare cibo di ogni varietà, addirittura sotto forma di paesaggio alimentare (la casetta di cioccolata, di pane e focaccia, montagne di torrone…). Tra i cibi in particolare i legumi nelle fiabe sono ingredienti di zuppe e minestroni, ricette onnipresenti nelle società del bisogno, metodo garantito per trasformare in cibo saporito ogni elemento edibile.

Nella fiaba del “Fagiolo magico”, l’umile seme cresce a dismisura fornendo al protagonista eroe lo strumento magico per avviare il processo di espansione e di crescita, superando tutti gli ostacoli pronti a bloccare tale evoluzione (la madre, l’orco). Il fagiolo, capace di conservare il germoglio della vita per mesi, talvolta per anni, rappresenta la forza virile e la tendenza nel bambino di uscire dal seme e di elevarsi fino a raggiungere l’apice della pianta, simbolo di una nuova e matura vitalità. Quando tale processo sarà compiuto e la maturità raggiunta, Jack, il protagonista, sarà pronto ad abbattere la pianta di fagioli, rinunciando a soluzioni magiche e affrontando con fiducia la realtà.

In altre fiabe, come in quella di “Cenerentola”, i legumi sono presenti in qualità di prove: vengono sparpagliati per essere raccolti fino all’ultimo. Le lenticchie da raccogliere in mezzo alla cenere confortano nel bambino la certezza che anche dagli incarichi più umili può derivare qualcosa di grande valore, degno del suo impegno e della sua dedizione. Nella fiaba “La principessa sul pisello” il riferimento al legume deve tener conto che a quell’epoca questo ortaggio conobbe un momento di grande fortuna, diventò di gran moda e il suo prezzo salì a tal punto che soltanto i nobili potevano permettersi di mangiarne, era considerato un simbolo di prosperità.

Grande fortuna hanno avuto e ci auguriamo possano sempre avere le fiabe, proprio perché esse, come l’arte, assumono significati diversi per ciascun bambino al quale vengono raccontate, fornendogli le risposte di cui ha bisogno, nel punto esatto in cui si trova nel suo cammino di crescita.

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