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Eugenio Monti

La leggenda del Rosso volante

Eugenio Monti

La leggenda del Rosso volante

Eugenio Monti, un’icona dello sport. Indimenticato bobbista, detiene 9 medaglie d’oro ai campionati mondiali, di cui 7 nel bob a due e 6 medaglie olimpiche, ma è alle Olimpiadi di Innsbruck del 1964 che spicca per la sua grande onestà sportiva. Figlio di Ugo Monti, originario di Auronzo di Cadore, nasce a Dobbiaco il 23 gennaio 1928 e sin da ragazzo ha vissuto a Cortina d’Ampezzo.

ROSSO VOLANTE
Dal 1945 cominciò a partecipare ai campionati studenteschi di sci. Nel 1947 fu il giornalista Gianni Brera, per il colore dei capelli ma anche per la grinta dimostrata, a dargli il soprannome di “Rosso volante” con cui resterà nella storia. Passato a gareggiare a livello nazionale, conquistò il titolo di campione italiano di slalom speciale nel 1949, di slalom speciale e gigante nel 1950, dimostrando anche grande attitudine per la discesa libera. Tra 1951 e ‘52 però due incidenti gli preclusero definitivamente il ritorno alla gara. Decise allora di dedicarsi al bob. Nel 1954 conquistò il suo primo titolo italiano, utilizzando un nuovo modello di bob creato a Cortina. Nel 1957, in coppia con Renzo Alverà, vinse il primo oro mondiale nel bob a due.

LE OLIMPIADI DI CORTINA
Nel 1956, all’Olimpiade di Cortina, Monti era il favorito. Per le gare di bob si mobilitò tutta la provincia per incitare il grande “Rosso volante”. Da memorie di Bruno Dal Molin (dei Nate) anche Santa Giustina organizzò una corriera con in testa Gino Girelli. Era un inverno rigidissimo tant’è che i cristalli del pullman si ghiacciavano e ostacolavano la marcia verso Cortina. Sulla Cavalera il pullman si dovette fermare, Girelli entrò in un bar per farsi dare uno straccio per passare sale sui vetri. La corriera proseguì sino a Cortina utilizzando questo rudimentale quanto efficace stratagemma. Monti quell’anno vinse due medaglie d’argento, nel due e nel quattro. Sempre a Cortina, nella pista amica nel 1960, divenne campione mondiale sia nel due che nel quattro.

INTERNATIONAL FAIR PLAY TROPHY
All’Olimpiade del 1964, a Innsbruck, vinse due medaglie di bronzo. Fu in tale occasione che si distinse per un gesto di altruismo solidale nello sport che lo portò a vincere per primo la medaglia Pierre De Coubertin: donò, infatti, un bullone all’ecquipaggio avversario dei britannici (che lo avevano rotto), portandoli alla vittoria, mentre Monti si accontentò della medaglia di bronzo. Rispondendo alle critiche della stampa italiana, Monti disse «Nash non ha vinto perché gli ho dato il bullone. Ha vinto perché è andato più veloce». In quell’Olimpiade fu anche il portabandiera durante la cerimonia d’apertura.
ORO OLIMPICO
All’Olimpiade di Grenoble 1968, Monti con i bob costruiti in vetroresina riuscì finalmente a vincere, ormai quarantenne, la medaglia d’oro sia nel due sia nel quattro. La pista olimpica di Cortina d’Ampezzo è a lui intitolata.

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