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Ettore Castiglioni

un giusto di passaggio

Ettore Castiglioni

un giusto di passaggio

L’alpinismo non è dramma, è serenità. Non è conquista della montagna – presunzione assurda – né lotta tra l’uomo e la natura, mera finzione che noi immaginiamo per rendere eroica e grandiosa la nostra piccola lotta. È tutt’al più conquista di se stessi. La lotta implica l’odio, l’alpinismo è solo amore.

Dal diario personale di Ettore Castiglioni, 1939. Pagine scelte sono state pubblicate nel 2017 a cura di Marco Albino Ferrari.

Ruffré (TN), 28 agosto 1908 – Passo del Forno, Valmalenco (SO), 12 marzo 1944. Di famiglia milanese, fu uomo di cultura, scrittore e musicista, alpinista fra i più importanti della sua epoca, compilatore di guide alpinistiche considerate un classico del genere, ufficiale degli Alpini e istruttore alla Scuola Centrale Militare di Alpinismo di Aosta durante la seconda guerra mondiale. Scomparve sui monti di Lombardia in fuga dalla Svizzera dove si era recato forse su incarico del Comitato di Liberazione Nazionale. Le motivazioni di tale spedizione rimangono tuttavia ignote.

È ricordato nel Giardino dei Giusti di Milano, quale “Giusto dell’Umanità”, per avere condotto a salvamento oltre il confine elvetico persone in fuga dal nazifascismo. Tra esse, il futuro Presidente della Repubblica Luigi Einaudi.

Sui monti di Sospirolo
Nel settembre del 1935 usciva nella prestigiosa collana “Guida dei Monti d’Italia” (edita da CAI e TCI) il volume “Pale di San Martino”, primo frutto del puntiglioso lavoro di esplorazione e descrizione svolto da Ettore Castiglioni in area dolomitica. La seconda delle tre sezioni specificamente alpinistiche della guida è dedicata al gruppo dei Feruch, suddiviso nei sottogruppi del Pizzon (o Piz de Mezodì) e dei Monti del Sole.

Era salito su questi monti appartati e selvaggi, noti a boscaioli e cacciatori, ma di rado percorsi da specialisti dell’arrampicata, nell’estate del 1934, e più brevemente l’anno successivo. Suoi compagni erano stati altri alpinisti d’eccezione: Bruno Detassis, nel ‘34, col quale condividerà i momenti di riposo, tra un’ascensione e l’altra, negli accoglienti fienili di Gena Alta, e Vitale Bramani nel ‘35.

Quali pensieri, quali sentimenti hanno ispirato a Castiglioni le montagne di Sospirolo? Si può andare, per saperlo, a un suo articolo del ‘36, pubblicato nel n°12 della rivista mensile del CAI. Il tono scanzonato non nasconde la profonda attrazione che «il fantastico mondo dei Ferùc» esercita su di lui per la varietà e asperità delle loro forme, il senso di inesplorato, la lunga fatica necessaria per giungere alla base di pareti la cui bellezza nulla ha da invidiare alle crode dolomitiche più blasonate.

Targhe in ricordo:
una viene e va, l’altra rimane
Ci sono eventi significativi che sembrano voluti dal caso. A una serata di montagna orchestrata da Marco Cassol e dal suo “gruppo del lunedì” si parla con Simonetta Civran (Associazione Giuliano De Marchi per il Nepal) di una misteriosa “targa erratica” intitolata a Castiglioni, e del suo ideatore Paolo Vita, appassionato della biografia e dell’opera dell’alpinista, ben deciso a portarne testimonianza nei tanti luoghi che hanno visto le sue imprese. Detto fatto: la targa sarà accolta e sosterà per qualche tempo anche a Sospirolo. Analoga targa verrà collocata, in forma stabile, a Gena Alta, dove potrà essere di ispirazione per quanti salgono a visitare il borgo o si avviano lungo i sentieri che portano in alto, tra le montagne.

Eventi
L’omaggio a Castiglioni ha coinvolto l’Amministrazione Comunale e la Biblioteca Civica, il Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi e la Fondazione G. Angelini, il Centro Studi Montagna Sospirolese, una rappresentanza di “quei de Gena”, Paolo Vita e il suo gruppo, l’Onlus Giuliano De Marchi per il Nepal, il Gruppo Alpini Sospirolo, la Pro loco “Monti del Sole”.

6 marzo 2023 – Ettore Castiglioni è ricordato con i ragazzi di 3^ media nella Giornata Europea dei Giusti.

2 giugno – Il Gruppo Alpini Sospirolo rende omaggio all’alpino Castiglioni e al suo impegno di soldato e di uomo nella ricorrenza della Festa della Repubblica.

3 giugno – Al mattino presto si sale a Gena Alta per collocare la targa che Sospirolo dedica a Castiglioni. La “targa erratica” è invece accolta a Pascoli, nel sagrato di S. Michele. Tante le persone presenti, tanti gli interventi accompagnati dai canti del coro “Monti del Sole”, memorabile il discorso di Piero Sommavilla che accosta Ettore Castiglioni alle figure di Attilio Tissi e Giovanni Angelini. La giornata termina con il pranzo solidale al ristorante “da Bacchetti”. Obiettivo: raccolta donazioni a favore dell’ass. Giuliano De Marchi per il Nepal.

16 agosto – Nell’ambito della Settimana senza TV, viene proiettato il film-documentario “Oltre il confine. La storia di Ettore Castiglioni”, una coproduzione italo-svizzera che soprattutto si interroga, con documenti e testimonianze, sugli ultimi giorni della sua vita, sulle scelte che hanno deciso della sua prematura scomparsa.

Per conoscere Ettore Castiglioni:
Luca Celi, “Ettore Castiglioni, l’esploratore dei Ferùch”, in Monti del Sole e Piz de Mezodì, a cura di P. Sommavilla e L. Celi, Belluno, Fondazione G. Angelini-Centro Studi sulla Montagna, 2014.

Il giorno delle Mésules. Diari di un alpinista antifascista, a cura di M. A. Ferrari, Milano, Hoepli Editore, 2017.

Andrea Azzetti, Federico Massa, Oltre il confine. La storia di Ettore Castiglioni, film-documentario con Stefano Scandaletti e Marco Albino Ferrari, 2017

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