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Enrico e il pollaio

a Pialdier un giovane che si dedica alla sua terra e ai suoi animali

Enrico e il pollaio

a Pialdier un giovane che si dedica alla sua terra e ai suoi animali

Enrico Dal Piva ha 16 anni, un fisico magro e longilineo e uno sguardo attento che riflette la curiosità per il mondo che lo circonda. Timido e riservato, ha un carattere gentile e sensibile, ama profondamente gli animali e trascorre volentieri il suo tempo nella sua bella casa di Pialdier, immersa nella natura. Frequenta l’Istituto Agrario di Feltre ed ha scelto per i prossimi tre anni l’indirizzo “Agricoltura, sviluppo rurale, valorizzazione dei prodotti del territorio e gestione delle risorse forestali e montane” che prepara figure operative specializzate nella gestione delle filiere agro-alimentari e montane. Un indirizzo innovativo che è piaciuto ad Enrico perché può offrire sbocchi professionali interessanti e vicini ai suoi interessi. Mi fa visitare il suo pollaio: ogni razza ha uno spazio dedicato, molto pulito ed ordinato. Mi descrive le caratteristiche di ciascuna e le cure necessarie per mantenere gli animali sani e ben nutriti. Accanto ci sono anche le gabbie dei conigli e le casette delle capre e delle pecore Ouessant, le più piccole al mondo, originarie dell’isola di Ouessant in Bretagna.

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Enrico e il pollaio

Come nasce la tua passione per gli animali e in particolare per le galline? «Cinque anni fa è morta la mia cagnolina Brenda, così, per consolarmi, mi hanno regalato due caprette, Fiocco di neve, tutta bianca, e Margherita, bianca e nera. Due mesi dopo è arrivata anche Tequila. Cinque anni fa mi hanno regalato due galline padovane e, di nascosto da mia madre, che non era affatto d’accordo, ho preso un bellissimo gallo. Da allora, con l’aiuto e il supporto di mio padre, ho aumentato il numero degli animali e organizzato lo spazio per ospitarli. Attualmente ho cinquanta galline di otto razze diverse, alcune ovaiole e altre ornamentali».

Qual è la razza che preferisci? «Mi piace la “cocincina nana” perché, oltre ad essere molto bella, è rustica e sopporta bene le diverse condizioni climatiche. Il piumaggio abbondante e morbido la fa sembrare una sfera di piume. Si lascia facilmente avvicinare ed è adatta a piccoli allevamenti familiari come il mio. È considerata un’ottima chioccia, anche se non depone molte uova all’anno, circa un’ottantina».

Quali sono le difficoltà che riscontri? «Ho dovuto provvedere a difendere le mie galline dagli attacchi di volpi e faine. Da qualche tempo si aggirano per le nostre campagne anche i lupi. Ho recintato e rinforzato i recinti e coperto la parte superiore con una rete. Una notte una volpe è riuscita a prendere una gallina che stava dormendo accanto al recinto. Le oche, inoltre, fanno buona guardia, perché quando sentono il pericolo cominciano a starnazzare con il loro verso acuto, lungo e stridulo».

Non ti pesa avere tutti i giorni l’impegno dell’accudimento degli animali? «No, mi so organizzare e, quando vado a scuola, mio papà si occupa delle attività del mattino. La sera, invece, tocca a me, ma lo faccio con piacere e non mi costa fatica. Basta sapersi organizzare!».

Come vedi il tuo futuro? «Credo proprio che la mia passione per gli animali e per la natura mi porteranno a scegliere un mestiere in questo campo. Mi piacerebbe un domani creare qualcosa di mio e trasformare questa passione in un lavoro».

È davvero bello incontrare giovani motivati e amanti della natura come Enrico, che guardano al futuro con entusiasmo e desiderano continuare a vivere nelle nostre zone, contribuendo alla crescita e alla vitalità del nostro territorio. Il loro impegno rappresenta una preziosa risorsa per mantenere viva e dinamica la nostra comunità.

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