Conosciuto, stimato, amato per la sua grande dedizione al “Bene Comune” della sua Santa Giustina, compiuto in tutta la sua vita in punta di piedi. Marito e padre di famiglia, era conosciuto come “il maestro” perché insegnando ha formato generazioni di bambini che ancora oggi lo ricordano come una persona simpatica, appassionata e sempre disponibile; uomo capacissimo di prendersi impegni importanti e diretti come quello di sindaco dal 1972 al 1975 e quello di assessore dal 1985 al 1990.
Era un Alpino con la A maiuscola perché ha guidato il Gruppo di Santa Giustina per ben 31 anni e successivamente ha ricoperto il ruolo di cassiere per altri 25. Come ha ricordato il capogruppo Denis Budel, nella sua gestione ha costituito un forte e coeso Gruppo Alpini, spesso andando casa per casa ad iscrivere i neo-congedati affinché entrassero nella grande famiglia Ana.
Assieme alla moglie Carla, per anni si è dedicato per molto tempo all’assistenza di malati e persone con disabilità a domicilio delle nostre parrocchie, offrendo compagnia e sostegno alle famiglie, con presenza discreta e competente.
Assistenza domiciliare e volontariato
Ha partecipato attivamente alle iniziative di associazioni come Mano Amica di Feltre e Cucchini di Belluno, collaborando con medici, infermieri e familiari nell’assistenza in casa per accompagnare persone nel tratto più fragile della loro vita, fino al passaggio finale, con rispetto e delicatezza. E sempre in punta di piedi!
Nonostante i tanti impegni, era ricercato dalla gente come consigliere; riusciva infatti sempre a trovare il tempo per ascoltare coloro che lo cercavano per un parere su vicende umane, le più disparate. Elio sapeva prima di tutto ascoltare e poi con discrezione, tatto e umiltà sapeva dare i giusti consigli da uomo saggio. Sempre in punta di piedi.
Ricordo e testimonianze
Il sindaco Ivan Minella lo chiamava “lo zio” anche se era un prozio. «Elio era una pietra angolare della nostra comunità, ha seminato tanto e oggi ha raccolto tanto, ogni presenza di noi è una presenza vera. Elio ha saputo esprimersi ad altissimi livelli sia nel privato che nel pubblico». Il presidente della sezione di Feltre lo ha descritto come un pilastro e un esempio incommensurabile per l’associazione; uomo dal fare mite, ma caparbio e determinato. Attività svolta con forza, grinta e tenacia tanto da far capire perfettamente la differenza che c’è tra autorevolezza ed autoritarismo. Era autorevolezza quella che veniva riconosciuta a Elio, che non l’ha mai voluta conquistare, ma l’ha meritata. Così Carlo Balestra, vicepresidente nazionale Ana: «Elio è stato l’ultimo mio maestro nella Sezione Ana. Anche recentemente sono andato a trovarlo perché avevo bisogno di un consiglio da una persona saggia. Maestri come Elio è difficile trovarne».
Elio è stato coerente con se stesso fino all’ultimo: ci ha lasciati sempre in punta di piedi.