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Eliana Olivotto

versi dalla voce intensa e nobile

Eliana Olivotto

versi dalla voce intensa e nobile
Eliana Olivotto

Nello scorso febbraio è scomparsa la poetessa Eliana Olivotto, nata a Cremona, ma vissuta in età giovanile a Rivalgo di Ospitale di Cadore subendo, come amava dire, «il fascino della montagna, della genuinità della gente e dell’espressiva parlata dialettale». Ne parlò nel volume “Abbraccio a Rivalgo” che ai testi dialettali unisce spaccati di vita e storia di quel «piccolo paese luogo dell’anima» sulle rive del Piave.
Tra una ventina di fortunate pubblicazioni, con “Fili” (2001, copertina di Franco Fiabane) l’autrice si cimentò con successo pure nella poesia in lingua italiana. Eliana fu insegnante elementare (1960-1994), professione che lei stessa considerava «un fortunato dono della vita» poiché «ricca di stimoli umani e culturali». Fu una delle voci più profonde del panorama vernacolare veneto, membro attivo del Circolo dialettale bellunese “Al Zenpedón” e vincitrice di lusinghieri riconoscimenti in ambito regionale e nazionale.

Sia in vernacolo che in lingua si destreggiò con maestrìa senza mai far prevalere l’uno sull’altro a dimostrazione che la poesia dialettale e il dialetto non sono sotto prodotti di serie B, bensì capaci di esprimersi a livelli artistici alla pari. Tra i poeti dello “Zenpedón”, infatti, Eliana era tra i più convinti sostenitori della loro pari dignità e amava dimostrare così che il dialetto non è figlio di una lingua nazionale, non deriva da essa perché spesso è addirittura nato prima. Pertanto, può un figlio nascere prima della madre?

Nella poesia dialettale Eliana si mosse sempre avendo un punto di riferimento sicuro, intimamente posseduto e mai dimenticato nella sua vita: il dialetto di Rivalgo. Nei suoi versi Eliana recuperava dalla memoria personale immagini, colori, luci, persone care e, soprattutto, i suoni della parlata locale che non l’avevano mai abbandonata perché l’idioma materno è indivisibile dalla persona.

Eliana ci ha lasciato l’eredità di una voce poetica attenta ai sentimenti e alle pulsioni dell’appartenenza alla sua terra, tanto quanto vigile nei confronti del mondo, delle contraddizioni umane, delle criticità sociali e dell’essere donna sino in fondo nella vita di tutti i giorni. Si veda, ad esempio, la silloge “Donne in poesia” (2015) con gli ex libris di Bruna Brazzalotto ed i disegni di suo marito Angelo. In quelle pagine è possibile capire il suo concetto di donna come essere vivente, donna come figlia e madre, donna come cittadina, donna come poetessa, donna come vera e riconosciuta altra metà del cielo.

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