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Elia Barp: due bronzi alle Olimpiadi di Milano Cortina 2026

Elia Barp conquista due bronzi a Milano Cortina 2026, sogno realizzato

Elia Barp: due bronzi alle Olimpiadi di Milano Cortina 2026

Elia Barp conquista due bronzi a Milano Cortina 2026, sogno realizzato

Cinque anni fa (Il Veses n°2 – febbraio 2021) ho intervistato un ragazzo che aveva un sogno e la determinazione necessaria a realizzarlo. Il mese scorso quel sogno non solo si è trasformato in realtà, ma si è concretizzato in due medaglie di bronzo conquistate nella staffetta 4×7,5 km e nella Team Sprint alle Olimpiadi Milano Cortina 2026.

Eravamo un nutrito gruppo, mercoledì 18 febbraio, ad incitarlo lungo il percorso del Centro Fondo di Tesero in un tripudio di bandiere, colori, voci ed emozioni: il Fan club, i paesani di Trichiana e Falcade, gli amici. Tutti a gridare il nome di Elia (oltre a quello di Federico Pellegrino) e a gioire con lui e con i suoi familiari alla fine di una gara tiratissima. Gli stessi sostenitori che, lo scorso 24 febbraio, lo hanno poi celebrato in piazza a Trichiana in una grande festa per la regia di Pro loco Trichiana e Comune di Borgo Valbelluna.
Gli rubo qualche minuto al telefono tra un festeggiamento e l’altro nei pochi giorni liberi prima di ripartire per il finale di stagione di Coppa del Mondo.

Prima partecipazione ad un’Olimpiade, “in casa”, e torni con due medaglie. Quanto bello è? Te lo saresti mai aspettato?

«È qualcosa di fantastico, indescrivibile! All’inizio era solo una fantasia, poi è diventato un obiettivo e adesso… ho due medaglie al collo! In realtà eravamo consapevoli che nelle competizioni di squadra avevamo qualche chance di andare a podio, ma in gara le variabili in gioco sono talmente tante che fino a quando non abbiamo tagliato il traguardo non c’era nessuna sicurezza».

Quando sei in gara lo senti il tifo?

«In partenza sì perché, essendo in Italia, quando dicevano il mio nome le urla erano molte di più di quelle riservate agli altri. Poi mentre si corre diventano una specie di rumore di sottofondo, sai che la gente è lì e ti sta incitando, quindi tieni duro anche se fanno male le gambe, ma non vedi le bandiere e non distingui le parole. All’arrivo invece, quando la trance agonistica cala, è bellissimo sentire il boato del pubblico e gli applausi».

A fine stagione Federico Pellegrino appenderà gli sci al chiodo, quindi toccherà a chi resta portarne avanti l’eredità: lo senti più come un peso o come uno sprone?

«Sicuramente la vedo come una spinta a migliorarmi, anche a fare meglio di lui in realtà (ride, ndr). Lui ha aiutato moltissimo me e gli altri ragazzi a credere in noi stessi, ci ha mostrato che possiamo farcela e ora tocca a noi far vedere che abbiamo imparato».
Anche tuo fratello Dante è un buon fondista. Non sarebbe bello vedere una Team Sprint “Barp-Barp” nel 2030? «Eh, sarebbe forte sì! Dante si sta impegnando molto, se segue il suo percorso e crede in se stesso sono convinto che si toglierà anche lui belle soddisfazioni».

Dici sempre che da ragazzino eri piuttosto “scarso”: l’Elia di adesso è frutto più dell’allenamento o della determinazione?

«Sicuramente dalla determinazione. Non ho particolari doti fisiche, ma ho sempre avuto voglia di allenarmi, di migliorarmi, di mettermi in gioco. Quando una persona crede in quello che fa e ci mette impegno alla fine raggiunge l’obiettivo che si era prefissata. È anche importante avere intorno persone che credono in te: senza il supporto della mia famiglia sicuramente non sarei qui. I miei genitori hanno sempre condiviso le mie scelte e mi hanno dato fiducia, non smetterò mai di ringraziarli per questo».

Sei riuscito a vivere il clima olimpico?

«Al di fuori delle gare non molto perché alloggiavamo in un albergo per conto nostro, in tranquillità. Ma allo stadio del fondo era evidente che si trattava di qualcosa di diverso dalle solite gare di Coppa del Mondo. Era strano vedere un luogo così familiare completamente trasformato».

Ultimissima: un aggettivo per Klaebo, fondista vincitore di undici medaglie d’oro olimpiche.

«Extraterrestre!».
Ma non è imbattibile, e sicuramente Elia saprà dimostrarlo! Leggi anche Olimpiadi 2026, la sfida per il futuro del Bellunese e Villa Tauro alle Centenere, custode di storia e memoria.

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