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Elia Barp: un ragazzo… d’oro!

Campione in Europa e ora corre verso i mondiali

Elia Barp: un ragazzo… d’oro!

Campione in Europa e ora corre verso i mondiali

Molto probabilmente quando leggerete queste righe l’elenco dei suoi successi si sarà ulteriormente allungato, ma quelli ottenuti finora già lo hanno portato alla ribalta, al punto da attirare l’interesse delle Fiamme Gialle che lo hanno fortemente voluto nella loro squadra. Dall’altra parte dello schermo, durante la video intervista, mi sorride: è un bel giovanotto biondo che mi risulta difficile associare al bimbetto che vedevo in giro per Trichiana qualche anno fa. Elia Barp è infatti originario della frazione di Borgo Valbelluna, dove è sempre vissuto fino allo scorso anno, prima che la famiglia decidesse di trasferirsi a Falcade per facilitargli gli allenamenti.

Classe 2002, frequenta l’ultimo anno del Liceo scientifico sportivo di Agordo che fa parte dello Ski College. È il nipote di uno dei fondatori del “Gruppo Fondisti Trichiana” di cui ho raccontato nello scorso numero.

«Fin da piccolo ho sempre praticato sport, principalmente bicicletta, che tuttora mi piace parecchio, ma anche atletica», racconta. «Lo sci di fondo era l’alternativa invernale che ho anche trascurato negli anni della scuola elementare, riprendendola alle medie nelle file del G.S. Castionese con risultati, a livello agonistico, molto modesti. Al secondo anno di Ski College, complici i cambiamenti del mio fisico, sono cominciati ad arrivare i risultati: secondo posto ai Campionati Italiani di categoria e da lì è stato un costante miglioramento».

Nella scorsa stagione Elia ha portato a casa due titoli italiani Under 18; in quella in corso, dove gareggia negli Under 20, ha già messo in cassaforte due ulteriori titoli italiani, due tappe di Coppa Italia e una di Coppa Europa. Ora lo attendono i mondiali a Vuokatti, in Finlandia (9-14 febbraio), dove si cimenterà anche nella 30 chilometri.
«Preferisco le lunghe distanze e lo skating, ma gareggio anche nelle gare sprint e nella tecnica classica e anche in queste riesco a portare a casa risultati. Di questo devo ringraziare Omar Genuin, il mio allenatore dello Ski College, e Luciano Cordini, quello nazionale».

Come si svolgono i tuoi allenamenti?
«Principalmente li effettuo qui a Falcade e fortunatamente li posso svolgere col mio gruppo di amici, cosa che li rende poco pesanti se paragonati all’inanellare giri su giri da solo. In inverno non ne svolgo tantissimi perché c’è la scuola e ci sono le gare, in estate invece sono più intensi e si dividono tra corsa, skiroll, bici e palestra».

Gli chiedo se, secondo lui, il fatto che il Covid abbia provocato la chiusura delle piste da discesa, riversando tante persone sui tracciati per il fondo, possa contribuire a far aumentare il numero degli appassionati o se invece si tratta di un fenomeno passeggero dovuto alla situazione contingente.

«È vero, tanti che non si erano mai approcciati a questo sport quest’anno hanno agganciato le scarpette agli sci stretti. Credo che la gente, in questo periodo più che mai, abbia sentito il bisogno di muoversi e di stare all’aria aperta e, se qualcuno ha sopperito a questa necessità facendo fondo e magari si è appassionato, ben venga! È uno sport divertente che si può praticare senza bisogno di particolare preparazione. Ovvio che un breve corso con un maestro permette di fare meno fatica e divertirsi di più!».

Restando in tema: quanto ti pesa la situazione data dal Coronavirus?
«Sebbene io non sia un tipo che fa grande vita mondana, mi manca il non poter trovarmi a bere qualcosa con gli amici o anche solo a fare una chiacchierata. Inoltre c’è da considerare che tutte le manifestazioni si svolgono senza pubblico e con mille controlli. Mi brucia ancora che, giusto un anno fa, la gara di Coppa Italia di Falcade, a cui tenevo tantissimo e nella quale sarebbero stati presenti un sacco di amici a fare il tifo, è stata annullata all’ultimo minuto proprio per il Covid».

Decido di fargli qualche domanda a bruciapelo che esula dal suo sport. Piatto preferito?
«Lasagne. Per fortuna attualmente non sono obbligato a seguire particolari regimi alimentari».
Che musica ascolti?
«Rap, italiano e americano».
Profili social?
«Sì, Facebook e Instagram. Chi vuole trovarmi basta che digiti il mio nome».
Hai un campione nel tuo sport al quale ti ispiri o che ti piacerebbe eguagliare?
«Ammiro Alexander Bolshunov, un atleta russo del 1996, attuale leader di Coppa del Mondo».
Gli faccio notare che se lo potrebbe ritrovare come avversario alle Olimpiadi di Cortina.
«Sarebbe bellissimo! Certo, partecipare alle “nostre” Olimpiadi è un sogno che vorrei tanto si potesse realizzare e lavorerò sodo per questo».

È indubbio che Elia, anche a detta di chi ha avuto modo di seguirlo nello sport fin da piccolo, si sia sempre impegnato duramente e indipendentemente dai risultati che ora stanno meritatamente arrivando. Emblematica la frase sul suo stato Whatsapp: campioni non si nasce, campioni si diventa! E lui ne è la prova.

Non resta che fargli un grosso in bocca al lupo per gli impegni imminenti e per la sua futura carriera. Forza Elia!

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