Durante l’estate la Valbelluna, in particolare il territorio di Borgo, ha avuto un ospite illustre: il cantautore Drupi, veterano della musica sin dagli anni 70 ma al debutto nel mondo del cinema. Perché non si smette mai di imparare… è proprio vero! Ebbene, il Bellunese può vantare questo primato: essere trampolino di lancio per la nuova avventura di una star.
Ad avere convinto il celebre interprete di tanti successi come “Regalami un sorriso”, “Sereno è” e “Soli” – solo per citarne alcuni – è il talento del regista lentiaiese Stefano Usardi che lo ha coinvolto nel suo nuovo film “Alcooltest”, prodotto dall’agordina Fifilm Production di Caterina Francavilla. Abbiamo incontrato il neo attore e il suo regista in un soleggiato agosto in quel di Marcador di Mel alla locanda De Conti, dove Drupi ha soggiornato.
IL FILM SECONDO USARDI
Protagonista di “Alcooltest” è Sergio, cantante celebre negli anni 70 ma oggi incline al bere (vi diciamo subito che Drupi, che lo interpreta, è astemio!!) che ha deciso di estraniarsi dal mondo, vivendo su una barca, pur tra le montagne. Sarà dubbioso se seguire o meno il consiglio dell’ex manager di provare un ritorno alla ribalta mentre, in parallelo, si intreccerà una relazione amicale con la giovane Sofia (Vanda Colecchia) che architetterà un modo per aiutare Sergio nel percorso di rinascita… ci riuscirà?
«La sceneggiatura riprende alcuni temi di altri miei lavori, dunque c’è un personaggio che decide di andare via da un luogo per poi lottare per il ritorno», ci anticipa il regista. «La scelta dell’ambientazione montana, in questo senso, rispecchia la chiusura e la voglia di evadere del protagonista». Non è un caso che “Vado via”, la prima canzone che Drupi portò a Sanremo nel 1973, sia entrata di diritto nella colonna sonora del film. Ritroveremo attori simbolo dell’arte di Usardi, quali Matilde Vigna, Stefano Scandaletti, Francesco Migliaccio, Giulio Cancelli e Giovanni Morassutti, già visti in tutti i suoi film. Ci saranno inoltre, tra gli altri, Sofia Taglioni, Vassilij Mangheras, Selene Gandini.
DRUPI IN VALBELLUNA E LA MACCHINA DA PRESA
Con grande empatia e semplicità, Drupi, al secolo Giampiero Anelli, ci racconta che in precedenza ha già rifiutato tre proposte cinematografiche, una all’apice della carriera a metà anni 70: una sceneggiatura ambientata in una Milano violenta che presupponeva però un ruolo non certo adatto al suo temperamento gioviale. «Alla fine ho scelto quella dove prendo meno soldi», esclama Drupi sorridendo.
Le riprese sono durate un mese, dal 13 luglio fino alla scena conclusiva girata a Melere nell’ambito della nota festa! Quale dunque la sua opinione sul debutto?
«Una confusione totale», ci rivela. «Sono sul palco da 40 anni, dove ho imparato una certa dose di “paraculaggine”, ma qui sta diventando tutto strano… è più divertente, spesso si improvvisa, c’è emozione e anche un po’ di preoccupazione».
Intende per la carriera, che potrebbe magari essere compromessa?
«Ma no – esclama – alla mia età faccio e canto quello che mi piace! C’è curiosità e divertimento, poi magari a Cannes vivrò l’emozione della passerella…», aggiunge sempre bluffando. «Scherzi a parte, qui ho trovato dei colleghi simpaticissimi, la pazzia di Stefano mi affascina. Abbiamo condiviso scene con attori anche locali e con studenti nell’ambito di un interessante progetto sul cinema del “Dal Piaz” di Feltre».
Quale il rapporto col paesaggio durante le riprese?
«La Valbelluna e il Bellunese in generale sono eccellenze. Mi sono fatto una cultura sulle stalle (molte delle riprese lo richiedevano, ndr). Ho già avuto modo di visitare luoghi vicini in passato, con le tappe del Festivalbar ad Asiago e il Feltrino, però non ho mai soggiornato così a lungo».
Durante una pausa, è stato sul monte Civetta. «Mamma, che bello!», esclama, «altro che Grand Canyon, questo è uno dei posti più belli al mondo. Io non sono cittadino, sono nato a Pavia, che è un “paesone”: una mia canzone “Provincia” parla del legame col mio territorio, e ammiro molto la natura, come anche la straordinaria pulizia di certi angoli che ho notato qui, negli orti, nei giardini…». È celebre anche la passione di Drupi per la pesca, pure come competizione, ma «qui – dice, è meglio che lasciamo lontane le gare che devasterebbero i fiumi…».