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Donatori del sangue di Pedavena

donazioni in crescita da 4 anni

Donatori del sangue di Pedavena

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Donatori del Sangue di Pedavena

In un momento storico delicato per il Bellunese e l’Italia intera, abbiamo voluto raccontare, sulle colonne pedavenesi, di alcune associazioni che si prodigano a rendere migliore il nostro territorio e ad aiutare chi ha più bisogno. Per questo numero, abbiamo pensato di sentire il caposezione dei Donatori di Sangue pedavenesi, Gianfranco Bellot. Gianfranco, già intervistato nel nostro mensile all’epoca del disastro Vaia, stavolta ci parla della storia, e dei numeri della sua sezione.

Partiamo dalle origini. Quando è nata la sezione pedavenese?
La sezione dei Donatori di sangue di Pedavena è stata fondata nel 1952. Tutto è nato grazie al carisma del signor Pietro Luciani nel corso di una riunione alla quale erano presenti una decina di persone, animate da un grande senso di generosità.
Qual è lo scopo della sezione?
Lo scopo principale è quello di promuovere la donazione del sangue e di essere d’aiuto a chi si trova a dover affrontare un momento di difficoltà. Nei primi anni la sezione aveva come donatori solo i dipendenti della birreria Pedavena, poi col passare degli anni si è allargata ed ha abbracciato tutto il territorio comunale, così com’è organizzata ancora al giorno d’oggi.

Grande merito di questo va a Pietro Luciani?
Certamente. Il signor Luciani, oltre ad aver fondato la nostra sezione, va ricordato anche e soprattutto per il suo grande impegno sociale, sempre disponibile ad aiutare i bisognosi e a dedicare il suo tempo per il bene della sua comunità. Sarà lui il primo capo sezione e resterà alla guida della stessa per ben 21 anni, dal 1952 al 1973.
La guida cambia a metà anni 70.
Sì, nel 1974 fu uno dei soci fondatori, Gianfranco Garbin, a prendere le redini della sezione che guidò sino al 1987. Encomiabile il suo impegno soprattutto nei momenti delle grandi emergenze, dove, a causa dei pochi telefoni disponibili, bisognava avvisare i Donatori, passando di casa in casa, e lui lo faceva con la sua moto, magari in piena notte e sotto la pioggia.

Nel 1987, il nuovo cambio della guardia.
Nel 1987 è Paolo Racca ad assumere la carica di caposezione e lo farà per ben 25 anni, sino al 2012. Sotto la sua guida, la sezione, grazie anche ad un gruppo di consiglieri molto attivo, riesce ad attirare un buon numero di nuovi e giovani donatori, così da riuscire ad avere un cambio generazionale in grado di sostituire quanti, o per raggiunti limiti di età o a causa di problemi fisici, non erano più idonei alla donazione.

Nel 2012, tocca a te.
Proprio da quell’anno sono alla guida della sezione con, al mio fianco, un consiglio molto motivato che si è posto come obiettivo quello di avvicinare i singoli alla donazione. Questo tramite le numerose manifestazioni che vengono organizzate, allo scopo di sensibilizzare la popolazione e il maggior numero di giovani possibile. Devo dire che sono tanti quelli che hanno risposto “presente”, evidenziando la sensibilità che le nuove generazioni hanno nei confronti delle problematiche sociali. Naturalmente, lo scopo rimane quello di promuovere la donazione di sangue e garantire l’autonomia del fabbisogno, in primis per il nostro ospedale feltrino, e di poter aiutare anche altre realtà ospedaliere che possono trovarsi in difficoltà.

Quali sono i numeri della sezione?
Attualmente la nostra sezione può contare sul contributo di 160 donatori attivi. Nel 2019 le donazioni sono state 258; dopo un periodo in cui sono diminuite, negli ultimi 3-4 anni per fortuna sono in costante aumento.

Quali sono state le attività svolte nell’ultimo anno?
Le attività del 2019 sono state la festa di carnevale, presso la piccola arena della biblioteca, la festa di fine anno scolastico con i burattinai, i disegni animati al parco e la castagnata, in collaborazione con l’associazione “Pedavena per la scuola”. Abbiamo, poi, collaborato con la Pro loco per la lucciolata e con il gruppo giovani di Farra alla Pedona, passeggiata ecologica per famiglie. Raccogliamo, altresì, fondi a sostegno dell’associazione e fondazione italiana per la sclerosi multipla e organizziamo la giornata della memoria dell’associazione Donatori di sangue.

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