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Dizionario in bottiglia

Umanità

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Umanità

Sfoglio libri di storia da una vita. Ho cominciato leggendo il sussidiario sui banchi di scuola, poi i manuali all’Università, e poi saggi e romanzi per diletto personale. Oltre ai fatti e alla critica storica, ricordo lunghi elenchi di date, nomi di personaggi illustri e soprattutto guerre. Nefandezze di ogni genere descritte in lunghi capitoli, ma soprattutto immagini spesso terribili, tabelle con numeri e percentuali, cartine geografiche che a volte si allargavano e altre volte sembravano restringersi, documenti e scritti che sono stati esposti poi in qualche museo.

Ecco. Leggendo quelle pagine, studiandole, a volte addirittura imparandone a memoria i contenuti, mi sono sempre posto una domanda. Sapendo effettivamente a cosa va incontro l’essere umano in un campo di battaglia, quale causa potrà mai spingerlo ancora una volta ad innescare l’ennesima miccia per dare vita all’ennesima guerra? No, non voglio scrivere della pace oggi, sarebbe troppo semplicistico. E non voglio nemmeno sentirmi dire: «Ma cosa vuoi saperne tu di guerra, non ne hai mai vissuta una».

Provo a fare i conti. Se dovessi mettermi a contare le guerre che effettivamente ho visto in tv e sui giornali in questa mia vita, beh, non mi basterebbe la pagina che in questo momento sto riempiendo. Vogliamo citarne alcune? Guerra del Golfo. Guerra dei Balcani. Guerra del Kosovo. Guerra in Afghanistan. Guerra in Siria. Guerra in Sudan. Guerra in Iraq. Guerra in Bosnia. Guerra in Ucraina. Guerra in Israele. Senza contare tutte le rivoluzioni, le insurrezioni, gli attacchi terroristici. E allora ti vien voglia di prendere tutti i libri di storia e di lanciarli da qualsiasi finestra, un po’ come si farebbe con certa chincaglieria inutile che trovi sparsa in casa. Non vi è traccia in quei libri dell’Umanità. La scrivo con la lettera grande, perché è una parola importante. Tutti ne facciamo parte, anche l’essere umano più crudele, se qualcuno decidesse di definirlo così. E non solo ne facciamo parte, ma ne siamo anche il frutto. Un frutto che qualcuno ha lasciato marcire, certo, ma pur sempre un frutto.

Ogni giorno leggiamo o ascoltiamo numeri con i quali vengono indicati i morti. Per lo più civili. Un tempo si costruivano Monumenti ai Caduti per i soldati e i combattenti, ogni paese ne ha uno da onorare ogni anno in qualche giorno specifico. Pensate quanti potremmo costruirne oggi. Per i civili. L’umanità che si dimentica di sé stessa. L’umanità che nemmeno nei libri di storia compare. E poi ti dicono di ricordare, perché non accada più. Balle. Non accadrà più quando smetteremo di costruire armi. Ops. Non si può. Non accadrà più quando smetteremo di avere dei confini. Ops. Non si può. Non accadrà più quando ogni paese smetterà di avere un esercito pronto a partire. Ops. Non si può. L’Umanità, insieme alla Natura, è ciò che di più bello e straordinario questo benedetto pianeta ospita da migliaia di anni. E siamo pure arrivati per ultimi. E forse saremo i primi ad andarsene. L’umanità non è salvare una persona a cui hanno bombardato una casa o ammazzato l’intera famiglia. L’umanità è non aver bombardato e non aver ammazzato.

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