800 038 499

Numero Verde gratuito

Email

info@ilveses.com

Dizionario in bottiglia

Mare

Dizionario in bottiglia

Mare

C

ammino in silenzio nei pressi di un bosco di conifere. Paesaggio montano. Il vento che transita spedito tra i rami mi porta in altri luoghi. Sono al mare. Il rumore che sento è quello della risacca, delle onde che si rincorrono sulla spiaggia. Un gioco infinito, quello della Natura. Mi permette di godere delle mie memorie in qualsiasi luogo. Il mare è memoria. Appartiene a tante età differenti. Anche a chi proprio non lo sopporta. O forse non c’è mai stato. Eppure il mare, anche se qualcuno dice che è fuori, è comunque parte del nostro intimo. 

A volte mi vien voglia di andare ad abitarci, al mare. L’orizzonte a cui da sempre sono abituato è quello frastagliato delle vette, delle cime, quasi un disegno strappato se lo si guarda all’alba, quando tutto dietro si schiarisce e davanti è ancora scuro. L’orizzonte del mare non c’è. È una linea. Per forza gli antichi s’immaginavano che, arrivati alla fine del mare, si cadesse giù. Come fai a immaginare la fine del mare? E mentre le montagne dividono, il mare, ci avete mai fatto caso, collega. Unisce. Da sponda a sponda. Da spiaggia a spiaggia. Le vette si raggiungono, ma le terre si scoprono. Mica le hai lì che ti fissano. Te le devi cercare. Ecco perché il mare continua ad essere un grande gioco. 

Per i più piccoli, che si perdono a comprendere il moto continuo delle onde saltandoci dentro. Per i più grandi, che vorrebbero andare più in profondità per poi tornare a galla. Sabbia, abbronzatura, crema solare. Sapore di sale. Lungomare. Vacanza. Avete mai provato ad elencare le parole che potremmo associare al mare? Non credo basterebbe una giornata. Bisognerebbe prendersi ferie. 

Il mare è una memoria e un gioco. Il mare ha un odore, un sapore, una consistenza. A volte è trasparente, a volte no, ma la vita stessa è così, e non è che ti ci puoi lamentare. È come quando ti dicono di appoggiare l’orecchio a una conchiglia. Quel giorno della passeggiata nel bosco è come se io avessi appoggiato l’orecchio in una grande conchiglia, una di quelle che trovi come fossile tra le Dolomiti, e avessi sentito il mare. Suggestione, diranno i più. No. Appartenenza. Noi facciamo parte della montagna così come del mare. Senza l’una non ci sarebbe l’altro, e viceversa. Roccia e acqua. Acqua salata però. Che ti entra dentro, ti porta al principio, quando tutti eravamo minerali. Il mare è memoria del principio, la vita ci è nata dentro, perché solo lì avrebbe potuto trovare lo spazio che le occorreva. Ecco. Se vi capita di trovarvi di fronte al mare, dite semplicemente: “Grazie”. Grazie a qualcosa che sostiene le barche, che sempre più spesso costringe loro anche ad affondare, ma la colpa, lo sappiamo, non è sua. Se fosse per il mare ognuno di noi incontrerebbe l’altro come naufrago e non ci sentiremo poi tanto lontani. E doveste sentirlo in un bosco, il mare, sappiate che è un piccolo regalo che la Natura si diverte a recapitarci come il mare fa ogni giorno con la spiaggia e le conchiglie.

Galleria Immagini

Acegli l’area tematica che più ti interessa oppure clicca sulla casa per ritornare alla Pagina Principale del sito.