Se solo avessimo ben presente dentro di noi di aver trascorso all’inizio della nostra esistenza più o meno nove mesi all’interno del corpo di un altro essere vivente, nostra madre, immagino che solo l’idea di compiere violenza su un’altra persona non comparirebbe nemmeno nei nostri più sudici pensieri. Non a tutte le donne viene data l’opportunità di essere madri. Rimane il fatto però che in esse vi è il segreto dell’origine di ciascuno di noi.
Tutti siamo figli. Tutti siamo stati all’interno di un corpo che ci ha custodito, protetto, nutrito e formato per il tempo necessario affinché noi si venisse al mondo. Un sinonimo di madre è genitrice. Non stupisca quindi che le prime divinità percepite dall’animo umano avessero forme femminili. “Madre Terra”, specificava il Cantico di San Francesco, di fronte alla bellezza del Creato. Ogni donna è potenzialmente una creatrice. Certo, non può farlo da sola, occorre vi sia anche l’altra metà del cielo, ma alla donna spetta il compito di formare la matrice della nostra esistenza.
Una volta libero poi ognuno faccia quello che gli pare, ma l’impronta di tua madre te la porterai con te a vita. Perché molti uomini, pur essendo figli, non riconoscono nel corpo dell’altro, non importa se maschio o femmina, un tesoro da conservare? Noi, che nasciamo attraverso il corpo, arriviamo a maltrattare e addirittura a eliminare altri corpi. La vita è sacra.
Il corpo come tempio e la sacralità della vita
Scriveva San Paolo che il corpo è un tempio. Quindi, provenendo noi tutti da qualcosa che è sacro, che è collegato al divino, dovremmo essere consapevoli di quanto ogni persona abbia un valore tale da non poter essere ignorato, nemmeno in una giornata storta o in un litigio improvviso. Ogni qualvolta mi capita di incontrare una donna in dolce attesa, ecco, lì mi accorgo di quanta bellezza vi sia nelle donne. Il grembo materno dovrebbe essere patrimonio dell’umanità. Non a tutte, ripeto, è data questa opportunità. A volte può essere una scelta, a volte un’impossibilità. Il solo desiderio però di essere madre rende la donna un essere unico. Non vi è nulla di eguale, occorre ripeterlo, ripeterlo, ripeterlo.
Il dono della vita e il rispetto per la madre
Ringrazio allora chi mi ha donato questa vita, chi mi ha permesso di essere figlio, chi ha avuto il coraggio di tenermi con sé per un po’ e poi liberarmi al mondo. È una cosa talmente grande, che non riusciamo a farla nostra, se non per poco tempo e magari attaccando un fiocco azzurro o rosa alla porta di casa. Ma a voi, signori della guerra, della violenza, dell’arroganza, a voi dico semplicemente che avete perso il dono di essere figli. Sì, ve lo siete dimenticati. Siete un prodotto dell’economia, dell’avidità, dell’ignoranza. Non siete figli. Perché se lo foste ancora, andreste da vostra madre o alla sua tomba e le chiedereste scusa per quello che avete fatto della vostra vita, il dono più grande che un essere umano può farci.
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