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Dizionario in bottiglia

Naturale

Dizionario in bottiglia

Naturale

Naturale può essere un fenomeno, un alimento, un parto. A tavola si preferisce l’acqua naturale alle bibite gassate, così come si respira meglio in un mondo naturale, non artificiale. Naturale è essere spontaneo, genuino, vero. È naturale vivere in pace.

Allo stesso aggettivo appartengono l’avere una casa, una dimora. L’essere amati da qualcuno. Sedersi accanto a un fiume e ascoltarne il lento fluire. Ammirare un cielo stellato. Accendere la luce se fuori fa buio. Fermarsi alle strisce per far transitare un pedone. È naturale lasciare che le api facciano il proprio mestiere. Protestare civilmente per un salario che non permette di vivere una vita dignitosa. È naturale andare a votare, sempre che ci sia qualcuno che meriti il mio voto. È naturale andare a scuola, giocare in un prato, stendere i panni al sole. È naturale che un bambino faccia domande, così come è naturale che ci sia un adulto che le ascolti, anche se non ha nulla da dire.

Molti sostengono che occorra stare al passo con i tempi. Tempi distratti, ingobbiti dai telefoni portatili, sordi perché troppo occupati a lamentarsi, tempi in cui privacy e sicurezza hanno preso il posto del buon senso e della cura nelle cose. Legislatori ed esperti che sanno fin troppo bene usare gli artifici nei loro ragionamenti e si sono dimenticati della naturalezza delle cose.

Naturale è andare in bicicletta lungo le vie del paese, non certo sfrecciare con auto che rasentano l’imbecillità di certi motori a scoppio. Naturale è danzare ascoltando un disco, non camminare a lato strada con in testa un paio di cuffie. Naturale è sapere il nome degli alberi, riconoscere il cinguettio di alcuni uccelli, camminare per sentieri senza andare di fretta. Andare in spiaggia e tuffarsi in acqua, non certo farsi un selfie e attendere di essere invidiato.

Sorrido in maniera naturale ogni qualvolta mi si dice che la tecnologia e tutte le recenti invenzioni che ci stanno rubando la vita e la coscienza non devono essere fermate, semmai assecondate e capite. Lo dicevano anche della bomba atomica. L’uomo si deve mettere in testa che a volte si può sbagliare, e allora, in maniera naturale, lo si può ammettere e tornare in dietro. Io la penso così, semplicemente perché facciamo da sempre parte del naturale, non dell’artificio.

Finzione, fake, falsità. Veramente vogliamo imparare a convivere con ciò che ci preclude quotidianamente l’essere naturali e vivere secondo ciò a cui siamo più inclini? È più naturale oggi abbracciare un amico o scrivere “ti abbraccio” su un messaggio inviato allo stesso? È più naturale uscire di casa con qualcosa da dire o dirlo rimanendo seduti sul divano a finestre chiuse? È più naturale la sera uscire a chiudere i balconi o lasciare che lo faccia per noi un programma impostato? Tra un po’ naturale sarà pensare che il mondo non può che andare avanti così, e allora diventerà naturale che questo mondo a breve termini il suo tempo.

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