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Dizionario in Bottiglia

Primavera

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Primavera

Mi ha sempre rasserenato il fatto che per dire l’età di una persona si parli di primavere. In sanscrito il termine ver significava splendere, in latino si parla invece di inizio della prima-vera stessa, prima dello splendere. Non poteva che essere un sostantivo femminile, primavera. Per molti la più bella delle stagioni. A volte la si attende, come certi semi sotto terra, come certi animali nella tana, come certe nuvole oltre le montagne. È un nuovo inizio, ogni anno, anche se da tempo ci dicono che le stagioni probabilmente non ci sono realmente più. È rivoluzione, è primavera araba, è rinascita. È Pasqua, guarda caso.

La primavera ha persino dei colori, quando per l’inverno si preferisce il bianco, che un vero e proprio colore non è. È più timida dell’estate, la primavera. Più gentile, più ballerina, più delicata. È proprio vero. La primavera è come l’età. Da bambini gli assomigliamo un bel po’: la primavera non riesce a stare ferma, con quelle nuvole che passano veloci, con i chiari di luna in cui si vorrebbe stare un po’ più svegli, ma il sonno arriva ugualmente. Aprile, dolce dormire.

Da ragazzi si pedala in maniche corte appena il sole comincia a fare capolino in quei lunedì pomeriggio in cui i compiti per casa sembrano non avere più senso. Le ragazzine si fan notare di più, i maschietti tornano a casa sporchi per le partite di calcio giù al campetto. Io me la ricordo un po’ così la primavera.
Da adulti le assomigliamo nei momenti in cui cominciamo a lamentarci dei primi acciacchi: ecco, avrei dovuto tenere su la giacca, ma c’era un bel sole… e poi ha piovuto, e persino l’ombrello diventa indispensabile, anche se ti vien voglia per una volta di essere albero. E da anziani, da anziani la primavera è la calma di certi boccioli che spuntano a inizio marzo e ci regalano il fiore dopo un po’, che non c’è fretta. E le passeggiate con la nonna a raccogliere i primi fiori di fosso? E le api che il nonno ci insegna a guardare da vicino e a imitare, per il rispetto che hanno, loro sì, per la natura? Primavere fatte di ricordi, che tornano a ripetersi di anno in anno.

Che bello rinascere in primavera! Un vecchio monologo di Jack Folla, cercatelo, diceva proprio che le donne in rinascita assomigliano alla primavera, quella che arriva un giorno all’improvviso. Ma voi non vi meravigliate più per i cinguettii al mattino? Io sì. Io proporrei di fare almeno dieci minuti di silenzio ogni mattina per sentire i concerti primaverili di certi passeri. Altro che Vivaldi!

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