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Difese Ideogologiche

barriere utili e ben realizzate grazie ai fondi post Vaia

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barriere utili e ben realizzate grazie ai fondi post Vaia

Abbiamo notato, durante tutta l’estate, i lavori per la realizzazione della barriera con massi ciclopici a Bribano sia a monte che a valle dell’omonimo ponte. Una realizzazione curata dalle ditte Edil Costruzioni srl di Sedico e Tonet srl di Santa Giustina, realizzate a regola d’arte con assoluta professionalità. Lavori davvero importanti e urgenti, finanziati con fondi stanziati post Vaia di competenza della Regione del Veneto.

Il cantiere per la difesa idrogeologica di Bribano è un’opera per la mitigazione del rischio idraulico e idrogeologico e l’aumento del livello di resilienza del torrente Cordevole, attraverso interventi diffusi di difesa delle sponde e di ricalibratura dell’asta fluviale nel tratto tra Seghe di Villa e Bribano. A oggi sono state completate le difese spondali di Bribano a monte del ponte, Bribanet a valle del ponte e Prà Cappello. Dopo l’elevazione delle sponde nel greto del fiume, si possono notare le macchine che stanno realizzando delle barriere, che in gergo tecnico sono chiamate “pennelli”, che aiutano a mantenere il flusso lontano dalle sponde, garantendo una maggior sicurezza degli argini. Interventi di consolidamento al piede delle difese spondali e da pennelli che vengono realizzati con la tecnica del jetgrouting, ovvero la formazione di colonne di terreno consolidato con calcestruzzo e armate con barre in acciaio, che avranno la funzione di impedire l’erosione al piede durante la piena.

Opere, abbiamo detto, eseguite a regola dell’arte grazie alla tecnologia, ma anche a una fondamentale capacità realizzativa umana. «Per questo tipo di opere ci siamo avvalsi della tecnologia applicata ai nuovi mezzi di movimento terra di cui la nostra azienda si è dotata – ci spiega Barbara Tonet, co-titolare assieme al padre Italo, dell’omonima ditta – Macchinari 4.0 che sono dotati di sofisticati rilevatori interconnessi con il Gps, che danno la possibilità all’operatore di collocare i massi seguendo perfettamente le linee del profilo della scogliera con precisione quasi millimetrica. Strumenti che migliorano la qualità dei lavori, ma che hanno bisogno di avere operatori altamente qualificati, che, oltre a conoscere il “mestiere” di escavatoristi, sanno utilizzare questa innovativa tecnologia. La Tonet srl ha la fortuna di avere in organico due operatori lamonesi, dei veri maestri che in questo tipo di opere fanno davvero la differenza».

Stesso concetto è ripreso anche da Manlio De Cian, titolare di Edil Costruzioni: «Erigere scogliere è il mestiere più difficile per un escavatorista; per rendere l’idea ci vuole la pazienza e lo stesso colpo d’occhio che ha il muratore nel fare un muro a sassi, bisogna guardare il masso e con maestria saperlo posizionare e incastrare nell’intersezione giusta. Con una piccola differenza: il muratore usa le mani, qui un mezzo meccanico. Su questa barriera ha operato il migliore della nostra squadra, un operaio di Puos d’Alpago, che ha dimostrato proprio di essere un artista».

Barbara e Manlio concludono all’unisono: «Siamo davvero orgogliosi di aver realizzato questa opera importante per il nostro territorio, che, oltre ad essere fondamentale per il contenimento dell’impeto del torrente Cordevole, è anche – grazie ai massi ciclopici di pietra d’Asiago – esteticamente molto bella».

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